Dove nascono le conversazioni: AICS Dakar apre il canale TikTok di sede e lancia un nuovo podcast

Una presenza digitale più diretta per rendere l’istituzione accessibile, confrontarsi con le nuove generazioni e affrontare temi complessi, a partire dal primo impiego. C’è una domanda che ogni istituzione dovrebbe porsi oggi: se le conversazioni cambiano luogo, possiamo continuare a raccontarci sempre allo stesso modo? Da questa riflessione nasce il nuovo canale TikTok di AICS […]

Data:

13 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

6 min

Una presenza digitale più diretta per rendere l’istituzione accessibile, confrontarsi con le nuove generazioni e affrontare temi complessi, a partire dal primo impiego.

C’è una domanda che ogni istituzione dovrebbe porsi oggi: se le conversazioni cambiano luogo, possiamo continuare a raccontarci sempre allo stesso modo?

Da questa riflessione nasce il nuovo canale TikTok di AICS Dakar e il prossimo lancio del podcast della sede regionale. Due strumenti diversi, ma guidati dalla stessa ambizione: portare la cooperazione allo sviluppo nei luoghi in cui le persone si informano, discutono, si interrogano e costruiscono opinioni.

La scelta riguarda una sede con competenza regionale su Senegal, Capo Verde, Gambia, Guinea-Bissau, Guinea, Mali e Mauritania. Un’area giovane e sempre più connessa, dove il rapporto tra cittadini, informazione e istituzioni sta cambiando rapidamente.

La decisione di aprire un canale TikTok non nasce dall’esigenza di presidiare un nuovo social network, ma dall’osservazione di come stanno cambiando le piattaforme attraverso cui le persone, e in particolare le generazioni più giovani, entrano in contatto con informazioni e temi di interesse pubblico.

I dati disponibili mostrano che, accanto a Facebook, TikTok è ormai uno dei social network più rilevanti in diversi Paesi dell’Africa occidentale. Le statistiche pubblicate dalle piattaforme non misurano direttamente gli utenti attivi, ma permettono di stimare la dimensione dei pubblici che ciascun social è in grado di raggiungere e offrono quindi un’indicazione utile del loro peso relativo nel panorama digitale.

Il caso della Guinea è particolarmente significativo. All’inizio del 2025 Facebook raggiungeva una platea stimata di 3,05 milioni di persone, TikTok circa 2 milioni di adulti e Instagram 176 mila persone. Nello stesso Paese, la platea potenzialmente raggiungibile da TikTok è cresciuta del 132% in un solo anno, con oltre un milione di persone in più rispetto al 2024. (Fonte: DataReportal, Digital 2025: Guinea).

Anche in Mauritania TikTok mostra dimensioni ormai comparabili, e in alcuni casi superiori, a quelle delle piattaforme più tradizionali. All’inizio del 2025 la piattaforma dichiarava una platea potenzialmente raggiungibile di 1,57 milioni di adulti, rispetto a 1,30 milioni per Facebook e 158 mila per Instagram. (Fonte: DataReportal, Digital 2025: Mauritania).

Il quadro varia da Paese a Paese e non consente generalizzazioni. Tuttavia, i dati disponibili mostrano una tendenza chiara: TikTok non è più una piattaforma marginale riservata all’intrattenimento, ma uno degli spazi digitali in cui una parte crescente del pubblico giovane si informa, discute e costruisce opinioni.

Per un’istituzione pubblica questo elemento è particolarmente rilevante. L’obiettivo non è seguire il pubblico ovunque esso si trovi, ma garantire che l’informazione istituzionale sia presente nei luoghi in cui si forma una parte crescente dell’opinione pubblica. La scelta di AICS Dakar non consiste quindi nell’abbandonare gli strumenti tradizionali o sostituire altri canali già consolidati, ma nell’affiancare a questi un ambiente digitale che oggi permette di dialogare con pubblici nuovi e difficilmente raggiungibili attraverso i canali istituzionali tradizionali.

Perché arrivare ora?

Nel panorama internazionale molte istituzioni hanno già sperimentato linguaggi più immediati e formati brevi. La sfida non è aprire un nuovo canale, ma capire quale ruolo attribuirgli.

Per AICS Dakar, TikTok non rappresenta un esercizio di adattamento alle mode del momento. È uno spazio attraverso il quale esercitare una funzione pubblica di informazione, ascolto e dialogo, utilizzando linguaggi più accessibili senza rinunciare alla credibilità e all’autorevolezza dell’istituzione.

Negli ultimi dieci anni la comunicazione della cooperazione allo sviluppo ha investito molto sul racconto dei beneficiari. Un approccio importante, ma che da solo non basta più. La sfida oggi è rendere comprensibile e riconoscibile l’istituzione stessa: spiegare come lavora, quali responsabilità assume, come nascono le decisioni, con chi costruisce le proprie iniziative e quali risultati prova a raggiungere.

“Umanizzare” un’istituzione non significa renderla informale a ogni costo. Significa rendere comprensibile il funzionamento dell’azione pubblica, mostrare le competenze professionali che la sostengono e creare un rapporto più diretto con i cittadini senza rinunciare all’autorevolezza.

In questo senso, la presenza sui social non rappresenta una semplificazione della funzione istituzionale, ma un suo adattamento ai luoghi nei quali si sviluppano nuove forme di informazione e partecipazione. Come osserva Riccardo Pirrone, presidente dell’Associazione Nazionale Social Media Manager, «le aziende, oggi, non comunicano solo con la pubblicità: comunicano con i comportamenti». Trasposto sul piano istituzionale, il principio è altrettanto valido: la credibilità non dipende soltanto da ciò che un’organizzazione afferma, ma dalla sua capacità di rendere comprensibili le proprie scelte e visibile il proprio modo di operare.

L’obiettivo è rendere più accessibili i temi dello sviluppo. Spiegare chi siamo e cosa facciamo con un linguaggio chiaro. In poche parole, non rendere semplice ciò che è complesso, ma rendere comprensibile ciò che è rilevante.

Un podcast per andare oltre gli stereotipi

L’apertura del canale TikTok coincide con un’altra novità: tra pochi giorni sarà online la prima puntata del podcast di AICS Dakar.

Se TikTok nasce per intercettare nuove conversazioni, il podcast nasce per dare a quelle conversazioni il tempo necessario per svilupparsi. Non un contenitore istituzionale tradizionale, ma uno spazio di confronto pensato per affrontare temi che influenzano direttamente il presente e il futuro delle nuove generazioni.

Non è un caso che il primo episodio sia dedicato al tema del primo impiego. Una questione che in Senegal, come in molti Paesi della regione, occupa una parte importante del dibattito pubblico e che viene spesso raccontata attraverso narrazioni apparentemente opposte: da un lato il pessimismo di chi vede un mercato del lavoro bloccato, dall’altro un ottimismo semplificato che fatica a riconoscere gli ostacoli reali che molti giovani incontrano nel proprio percorso professionale.

La prima puntata proverà a collocarsi in uno spazio diverso. Partirà dalle domande che circolano ogni giorno sui social network: esistono davvero opportunità per i giovani? Quali competenze sono oggi richieste? Quanto pesano il territorio di origine, le reti relazionali o la mancanza di esperienza? Dove finiscono gli stereotipi e dove iniziano i problemi reali?

L’obiettivo non è fornire risposte semplici a questioni complesse, ma promuovere una conversazione più informata e concreta. Attraverso il dialogo con le istituzioni competenti, il podcast cercherà di mettere a confronto percezioni e realtà, difficoltà e opportunità, mostrando anche il contributo che la cooperazione italiana e i suoi partner stanno offrendo per rafforzare l’occupabilità dei giovani e favorire percorsi di inserimento professionale sostenibili.

In questo senso, il primo episodio rappresenta bene l’ambizione dell’intero progetto: creare le condizioni per una discussione pubblica più informata, aperta e utile a chi cerca strumenti concreti per orientarsi nel proprio futuro.

Il rapporto tra TikTok e podcast non è quindi soltanto quello tra un formato breve e uno più lungo. I due strumenti rispondono a funzioni complementari della comunicazione istituzionale: intercettare domande e pubblici nuovi, ma anche offrire contesto, approfondimento e pluralità di punti di vista.

Non un nuovo contenitore, ma una nuova responsabilità

La vera sfida non sarà misurare solo visualizzazioni, follower o reazioni. Sarà capire se questi strumenti riusciranno a rendere più chiaro il ruolo di AICS, a intercettare domande che i canali tradizionali faticano a raccogliere e a offrire risposte utili, verificabili e comprensibili.

Per un’istituzione pubblica, la presenza digitale non rappresenta un esercizio di visibilità, ma una componente della propria missione di informazione e trasparenza. TikTok e il podcast nascono per rendere questa funzione più accessibile e vicina ai cittadini, adattandola ai nuovi contesti in cui si informano e si confrontano le comunità.

Questa funzione richiede una responsabilità editoriale precisa. Significa spiegare il contesto nel quale opera la cooperazione italiana e mantenere riconoscibile la posizione dell’istituzione anche quando si utilizzano linguaggi più immediati. Significa inoltre ascoltare le domande del pubblico senza trasformare ogni reazione in una rincorsa al consenso.

Anche la valutazione dei risultati dovrà riflettere questa impostazione. Accanto agli indicatori quantitativi, come la portata dei contenuti e le interazioni, sarà importante osservare la qualità delle domande raccolte, la capacità di raggiungere i pubblici prioritari, la comprensione del ruolo di AICS e la possibilità di orientare le persone verso informazioni e opportunità concrete.

Il progetto digitale di AICS Dakar si misurerà quindi sulla capacità di trasformare la comunicazione in uno strumento di trasparenza, accessibilità e partecipazione. La credibilità delle istituzioni non dipende infatti soltanto dalla qualità delle politiche che realizzano, ma anche dalla loro capacità di spiegarle, discuterle e renderle accessibili alle comunità a cui si rivolgono.

In un contesto caratterizzato da sovraccarico informativo, diffusione dei canali di comunicazione diretta e crescente competizione per l’attenzione pubblica, una comunicazione istituzionale professionale non è un elemento accessorio. È una componente dell’efficacia stessa dell’azione pubblica.

Non si tratta semplicemente di aprire nuovi canali, ma di costruire nuove modalità di relazione con le comunità, i partner e le nuove generazioni. È nella capacità di dialogare, spiegare e ascoltare, senza rinunciare al rigore e alla responsabilità istituzionale, che si gioca oggi una parte importante della credibilità delle istituzioni.

Nota metodologica sui dati

I dati citati fanno riferimento alla portata potenziale dichiarata dalle piattaforme social, ossia alla dimensione del pubblico che queste stimano di poter raggiungere. Si tratta di uno degli indicatori più utilizzati a livello internazionale per analizzare la diffusione relativa dei social network e comprendere il peso delle diverse piattaforme nei vari contesti nazionali. (Fonti: DataReportal, Digital 2025: Senegal, Mali, Guinea e Mauritania).

 

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Ultimo Aggiornamento 13/10/2026, 18:25