Grazie al PAEF Plus il risultato è l’autonomia. Le madri delle AME diventano le principali portavoce sul ruolo fondamentale dell’istruzione di bambine e ragazze.

È risaputo che garantire l’istruzione femminile rappresenta un fattore strategico per lo sviluppo. La Cooperazione italiana è impegnata in questo settore considerandolo nella sua complessità fin dalla realizzazione del Progetto d’Appoggio all’Educazione Femminile e all’Empowerment delle donne per uno sviluppo locale inclusivo PAEF nel 2009 e continuando l’impegno preso con il progetto PAEF plus, orientato alla promozione dell’istruzione secondaria delle ragazze. Il progetto contribuisce alla promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’eliminazione delle disparità d’accesso all’educazione primaria e secondaria, sostenendo l’attuazione della “politica di genere” del “Programma di miglioramento della qualità, dell’uguaglianza e della trasparenza – PAQUET” elaborato dal governo del Senegal per il settore dell’istruzione e della formazione 2013-2025.

Fra i risultati operativi del PAEF, si possono citare: la creazione di cellule genere per ognuna delle scuole partner del progetto; l’attivazione di corsi di recupero in matematica e francese per le bambine più bisognose; la realizzazione di formazioni a favore degli insegnanti delle scuole partner del progetto su educazione e approccio di genere, salute riproduttiva, violenza di genere; l’acquisto di materiale scolastico e uniformi per bambini e bambine; la revisione dei manuali scolastici allo scopo di eliminare gli stereotipi di genere; le attività di empowerment economico delle donne a livello locale.

Un aspetto importante è stato il sostegno all’empowerment economico delle donne che appartengono alle associazioni delle madri delle allieve delle scuole implicate (AME). Questo ha permesso, oltre che un maggiore coinvolgimento delle famiglie e delle comunità nell’istruzione delle bambine, anche un ampliamento degli spazi di libertà per le donne, che si sono sentite economicamente più forti.

Abbiamo incontrato Hane Sokhna Astou Seck Diouf, Direttrice della scuola Colobane Lansar di Guédiawaye, periferia di Dakar, una delle prime scuole che ha beneficiato del progetto eRamata Mbénar, Presidente dell’AME della medesima scuola.

Direttrice, la scuola Colobane Lansar fa parte delle prime scuole che il PAEF ha sostenuto. Può raccontarci cos’è cambiato?

Effettivamente noi siamo tra le prime scuole che il progetto PAEF ha finanziato. Anzi, vi dirò di più, è da noi che è stato lanciato il progetto. Parliamo del novembre 2010. La scuola all’epoca era in uno stato di degrado palese. Ci troviamo in un quartiere periferico, povero, difficile e spesso oggetto di inondazioni. Grazie al PAEF la scuola è stata ristrutturata e abbiamo avuto delle uniformi. Fare in modo che i bambini avessero un’uniforme ci ha aiutato a creare uguaglianza. Prima dell’arrivo del progetto, prendevo le vecchie tenute scolastiche dei miei figli per darle agli studenti che non avevano la possibilità di pagarsene una, questo per fare capire quanto la situazione fosse difficile.

Molti genitori oggi vogliono iscrivere i loro figli nella nostra scuola, non solo perché i risultati scolastici sono buoni ma anche perché qui i bambini possono avere una tenuta che li rende uguali.

Il PAEF ha contribuito non solo attraverso la distribuzione di tenute e materiale scolastico ma anche fornendo corsi di recupero che hanno portato da una percentuale di riuscita del 33% al 98%. Un risultato che parla da solo.

Un altro aspetto importante è stato il finanziamento all’associazione delle madri delle allieve, che, grazie a questo sostegno hanno potuto investire in attività generatrici di reddito, come la lavorazione e la trasformazione di cereali o la produzione di saponi che ha permesso loro di avere un reddito giornaliero fisso, risolvendo non pochi problemi alle spesso precarie situazioni familiari.

Di cosa avreste bisogno, oggi, signora Diouf, per migliorare la situazione attuale?

 

Il nostro prossimo obiettivo è poter costruire un altro piano e poter creare spazi per nuove classi e poter accogliere così più studenti, visto che la domanda è molto alta, soprattutto dopo che siamo diventati una delle scuole con il tasso di riuscita più alto.

Signora Mbénar, Con che spirito è nata l’Associazione delle Madri delle Alunne (AME)?

La Direttrice, quando arrivò in questa scuola, convocò le madri, chiedendo loro un lavoro volontario per il miglioramento delle condizioni generali della scuola. Da quel momento ci siamo organizzate in associazione, occupandoci della pulizia, della mensa, del controllo delle assenze ingiustificate per le quali, ognuna di noi, a turno, si incarica di andare a casa degli alunni che si assentano per capirne le motivazioni e cercare di risolverle, permettendo a questi ultimi di tornare a scuola. Inoltre, facciamo sensibilizzazione nelle famiglie affinché capiscano l’importanza di seguire il percorso scolastico e il rendimento dei loro figli. Questo ha permesso di avere un impatto positivo sui risultati scolastici dei bambini. Quando il PAEF è arrivato c’era dunque già un’associazione che si auto finanziava grazie a piccoli contributi dei singoli. Il programma, grazie ad un finanziamento ad hoc ci ha permesso di intraprendere differenti attività generatrici di reddito che ci hanno permesso di essere autonome. Vendiamo cereali e prodotti di vario tipo, ogni giorno possiamo guadagnare qualcosa che ci permette di reinvestire nelle nostre attività. Molte madri riescono anche a pagare un maestro di sostegno ai loro figli, garantendogli risultati scolastici migliori. Tutto questo grazie al lavoro fatto nel tempo dal PAEF che ci ha permesso di capire non solo l’importanza dell’autonomia ma anche dell’istruzione dei nostri figli e, soprattutto, delle nostre figlie.

Com’è stata la vostra esperienza da madre, signora Mbénar? Quali sono le difficoltà che incontrate quotidianamente?

Sicuramente il costo che la scolarizzazione implica, l’iscrizione, la tenuta, il materiale scolastico e molti di noi non hanno un guadagno sufficiente per poter far fronte a queste spese. Per questo molti genitori preferiscono tenere a casa le loro figlie nell’attesa che si sposino. Con l’arrivo di programmi che insistono sulla scolarizzazione dei bambini e, specialmente, delle bambine, molti genitori si sono resi conto dell’importanza di far studiare i propri figli. Il PAEF ha risolto alcuni problemi di base, come alleggerire i costi grazie alla fornitura di materiale scolastico, il finanziamento di borse di studio e corsi di recupero e questo ha aiutato parecchio a far cambiare i punti di vista di molti genitori che oggi sono i primi a volere che i figli continuino a studiare. Le madri non vogliono che le figlie abbiano il nostro stesso destino, vogliono una vita migliore per loro, fatta di possibilità, istruzione e autonomia. I risultati della scuola parlano da sé, ogni anno i primi 5 migliori risultati appartengono a delle bambine. Io mi sono sposata a 14 anni e ho avuto 9 figli. Non ho potuto studiare. Mi batto ogni giorno attraverso l’associazione affinché i miei figli possano continuare nello studio e riuscire.

Cosa spera per i suoi figli?

Quello che spero è che possano avere un buon lavoro che possa permettere loro di avere un reddito sufficiente per vivere dignitosamente e aiutarmi.

A cura di: Chiara Barison
Responsabile Comunicazione

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