Non solo 8 marzo. AICS Dakar organizza due eventi (il 6 e 7 marzo) sul tema della lotta per i diritti di donne e ragazze presso l’Istituto Italiano di cultura a Dakar.

Non solo 8 marzoEventi di CooperAzione” è il titolo che ingloba la serie di eventi proposti dalla sede di Dakar dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in occasione della Giornata Internazionale per i diritti delle donne.

Un titolo che ci interroga su come ogni azione che mira all’uguaglianza di genere e alla lotta per i diritti di donne e bambine debba essere quotidiana.

Questi eventi sono in continuità con quelli organizzati gli scorsi anni da AICS Dakar in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Dakar (IIC), ovvero la conferenza “Comunicare il femminismo” e il simposio “Ri-pensare insieme”.

L’obiettivo è quello di creare spazi liberi di confronto su temi che mobilitano le agenzie di cooperazione come l’inclusione e l’esclusione di alcuni gruppi sociali, il cambiamento sociale attraverso le arti, i diritti umani e la giustizia sociale, e l’attivismo come mezzo di produzione di conoscenza scientifica. Tutti elementi fondamentali quando si parla di diritti, uguaglianza, autonomia, equità.

Due gli eventi previsti:

Il 6 marzo con il workshop: “Memorie da sottopelle. Laboratorio di coreo/grafie decoloniali” ideato da Marie Moise e da Mackda Ghebremariam Tesfau', ricercatrici e attiviste.

Il laboratorio, basato su testi di autrici come Grada Kilomba, Djamila Ribeiro, Rahma Nur, Carla Akotirene, propone una pratica collettiva di rielaborazione teorica e performativa delle esperienze discriminatorie per forgiare una nuova coscienza collettiva.

Il workshop è gratuito ed aperto al pubblico previa iscrizione sul sito dell’IIC Dakar.

Il 7 marzo è prevista una conferenza seguita da un dibattito con il pubblico dove verranno presentati il premio Bianca Pomeranzi, la brochure digitale degli atti del simposio “Ri-pensare insieme” organizzato presso l’Università Cheikh Anta Diop a Dakar in occasione dei 16 giorni di attivismo contro le violenze basate sul genere nel 2022 e il profilo genere Senegal.

Un’occasione per dare visibilità ai progetti sostenuti da AICS nel settore genere e di creare uno spazio libero dove poter intessere ponti, condividere idee e progettualità, verso una società più giusta ed equa per tutti.

Prevista al contempo una restituzione sul workshop “Memorie da sottopelle”, la proiezione del video “Ogni parola conta”, realizzato da AICS Dakar e lo spettacolo di danza “Si fé/Semer” dell’artista coreografo Lamine Diagne.

Anche questo evento è gratuito ed aperto al pubblico.

Entrambi gli eventi si terranno all’Istituto Italiano di Cultura a Dakar.

Seguiteci sui nostri profili social per maggiori informazioni.

A cura di Chiara Barison

Mali: il Cerf stanzia 11 milioni per la sicurezza alimentare e l’accoglienza di rifugiati

In seguito alle crisi che stanno colpendo le regioni centrali e settentrionali del Mali, il Coordinatore degli aiuti di emergenza delle Nazioni Unite ha annunciato lo stanziamento di 11 milioni di dollari a valere sul Central Emergency Response Fund (CERF), il fondo centrale per la risposta alle emergenze delle Nazioni Unite.

A causa dell’intensificarsi degli scontri in Burkina Faso, nel primo trimestre del 2024, è stato registrato un massivo arrivo di rifugiati in Mali, in particolare nelle regioni di Bandiagara, San, Mopti, Douentza e Sevare, i quali necessitano di registrazione e di assistenza multisettoriale per coprire i bisogni primari.

Inoltre, secondo l’ultimo Cadre Harmonisé, il Mali risulta essere l'unico Paese della regione del Sahel con una parte della popolazione che si trova ad affrontare la fase 5 dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), ossia un livello catastrofico di insicurezza alimentare. Il rapporto prevede, infatti, che oltre 120.000 persone si troveranno nella fase 4 e 5 dell’IPC nella prossima stagione di magra (da giugno ad agosto 2024) nelle regioni di Menaka, Gao e Mopti.

Lo stanziamento del CERF permetterà di rispondere ai bisogni alimentari e nutrizionali immediati delle persone che si trovano nelle fasi 4 e 5 dell'IPC, attraverso una risposta mirata nei settori della sicurezza alimentare e della nutrizione. Inoltre, sosterrà i rifugiati appena arrivati dal Burkina Faso attraverso un'assistenza multisettoriale nei settori della sicurezza alimentare, dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari, dell’alloggio, della protezione (anche per quanto riguarda la violenza di genere) e dell'istruzione.

La Cooperazione Italiana sostiene da diversi anni il CERF, con un contributo crescente a partire dal 2016, alla luce delle continue crisi umanitarie nel mondo. Nell’anno 2023, l’Italia ha erogato un contributo pari a 15 milioni di Euro senza vincoli di destinazione (cd. unearmarked), posizionandosi nel gruppo dei principali 10 donatori del Fondo, tra i quali Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Germania, Norvegia, Danimarca, Canada, USA e Belgio.

Il CERF stanzia 3 milioni in favore degli sfollati maliani in Mauritania

In risposta alla situazione critica dei rifugiati maliani in Mauritania, le Nazioni Unite hanno annunciato lo stanziamento di 3 milioni di dollari a valere sul Central Emergency Response Fund (CERF), il fondo centrale per la risposta alle emergenze delle Nazioni Unite – sostenuto anche dall’Italia per consentire una risposta efficace e rapida alle crisi umanitarie da parte delle organizzazioni presenti loco.

Lo stanziamento del CERF mira a sostenere 38.000 persone tra i rifugiati maliani e le comunità ospitanti nella regione di Hodh Chargui attraverso una risposta multisettoriale nei settori della sicurezza alimentare e della nutrizione, della protezione, della gestione dei campi e degli alloggi, dei servizi igienici e dell'accesso all'acqua.

Nel 2023, la Mauritania ha assistito a un costante afflusso di rifugiati a causa del deterioramento della situazione di sicurezza in Mali, passando da 12.000 nel 2022 a 55.000 nel 2023, con un picco di aumenti in novembre e dicembre 2023. Circa 41.000 rifugiati maliani erano presenti nella regione di Hodh Chargui, al confine con il Mali, a fine 2023 e altri sono continuati ad arrivare nel mese di gennaio. Questa situazione ha portato a condizioni di sovraffollamento negli insediamenti esistenti, alla creazione di nuovi insediamenti e a un'ulteriore pressione sui servizi e sulle risorse limitate in una regione soggetta a shock climatici, in termini di cibo, acqua, salute e alloggi. Secondo il Cadre Harmonisé, a novembre 2023 la regione era la seconda del Paese in termini di persone con insicurezza alimentare (CH Fase 3+) e si prevede un peggioramento entro marzo 2024.

In occasione dell'annuale Conferenza di Alto Livello dei Donatori del Central Emergency Response Fund (CERF), l’Italia ha confermato il contributo finanziario per l'anno 2023 pari a 15 milioni di Euro per sostenere il più importante strumento finanziario umanitario delle Nazioni Unite senza vincoli di destinazione (cd. unearmarked). Come concordato tra il MAECI ed il segretariato del CERF il sostegno italiano al fondo, pur restando formalmente ed amministrativamente un contributo senza vincoli di destinazione, può essere valorizzato con un focus a carattere regionale – prevalentemente sul continente africano.

Nel 2023, sono stati approvati importanti finanziamenti per far fronte alle molteplici crisi che interessano il continente africano. Per quanto riguarda le crisi di sicurezza e migratorie nell’area Saheliana, il fondo ha stanziato ben 27 milioni di dollari a supporto di rifugiati e sfollati interni (14 mln per il Ciad, 7 mln per il Mali e 6 mln per il Camerun) e 9 milioni di dollari per far fronte ai bisogni umanitari causati dalle violenze in Burkina Faso.

Innovazione, sostenibilità e inclusione: l’AICS al SIAGRO, il Salone internazionale delle industrie e delle tecniche agroalimentari

L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) partecipa alla 13ª edizione di SIAGRO, il Salone internazionale delle industrie e delle tecniche agroalimentari, in programma dal 30 novembre al 2 dicembre 2023 a Dakar.

L’evento attrae professionisti del settore agricolo e agroalimentare e industriali della regione dell'Africa occidentale e centrale, oltre a investitori, acquirenti e fornitori di servizi.

La partecipazione di AICS a questo importante evento è stata resa possibile grazie a ITA DAKAR (Italian Trade Agency), che ha messo a disposizione di AICS uno stand accanto a diverse aziende italiane. Si è trattato di un'ulteriore occasione per promuovere la complementarietà tra le iniziative e i programmi finanziati da AICS a favore del settore agricolo senegalese e di un modello di business Innovativo, Sostenibile e Inclusivo (ISI), da un lato, e le attività di ITA per sostenere l'internazionalizzazione delle imprese italiane e promuovere gli scambi commerciali con i partner dell'Africa occidentale, dall'altro.

A cura di Aldo CERA

Creare occupazione e redditi dignitosi. Firmato in Mali l’accordo del progetto AN KA BAARA

Si è svolta ieri presso l’Ambasciata d’Italia a Bamako la cerimonia di firma dell’accordo multibilaterale del progetto “An Ka Baara – Travail décent et augmentation des revenus dans les filières de la mangue et de l’horticulture”, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bamako, Stefano Dejak, del Titolare della sede AICS di Dakar, Marco Falcone e del Direttore dell'ILO, Frédéric Lapeyre.

Il progetto mira a contribuire alle priorità strategiche di sviluppo e trasformazione strutturale dell’economia maliana per creare occupazione e redditi più dignitosi per giovani e donne, attraverso interventi in due sottosettori agricoli caratterizzati da potenziale valore aggiunto: il settore del mango e dell’orticoltura moderna.

I beneficiari saranno giovani e donne tra i 15 e i 34 anni e micro, piccole e medie imprese, per un totale stimato di circa 16.900 persone delle Regioni di Sikasso, Koulikoro e il distretto di Bamako.

Questa partnership consolidata tra ILO e l’Italia riflette il grande interesse che l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha per il settore giovanile, dell’impiego e della formazione professionale.

I beneficiari, grazie a un percorso di formazione, potranno essere protagonisti dello sviluppo del proprio paese in collaborazione con le istituzioni maliane, italiane e del sistema delle Nazioni Unite.

A cura di  Claudia Berlendis


OR DUR, dalla discarica di Mbeubeuss, in Senegal, il riscatto dei recuperatori e delle recuperatrici

Mbeubeuss, Senegal. Discarica a cielo aperto. Quanti e quali sono gli immaginari possibili?

Può un luogo che richiama sovente degrado, abbandono, sporcizia diventare un luogo di riscatto e punto di partenza verso un cambiamento collettivo?

La risposta è affermativa anche se non scontata e comincia dalle storie delle persone che animano questi luoghi, ovvero i recuperatori e le recuperatrici.

In una serie di scatti firmati Mattia Alberani appare chiara la fierezza disarmante. Uomini e donne che escono da un racconto pietista e che, al contrario, rivendicano con forza la loro scelta di fare quello che fanno. Come Fatoumata Ba, detta Aicha, da sette anni a Mbeubeuss dopo una breve carriera come venditrice di biglietti di bus. Un lavoro precario, precisa. Parlando invece del suo mestiere di recuperatrice lo associa immediatamente alla parola indipendenza. È grazie a quanto guadagna qui che è riuscita a scolarizzare i suoi otto figli. O, ancora, Marie Rose Mendy, 38 anni, che racconta di come lavorare in discarica le permetta di alimentare la sua piccola impresa di allevamento di suini. Non solo indipendenza quindi ma, soprattutto, autonomia.

Figura di primo piano a Mbeubeuss, è Coura Ndiaye, qui dal 1986, che di cose ne ha viste cambiare. Ne sa qualcosa di autonomia, la signora Ndiaye, co-fondatrice e in passato anche Presidentessa dell’associazione dei recuperatori, Bokk Djomm. È lei l’interlocutrice principale con cui i partner collaborano per far vivere i progetti e le speranze di tanti. Ci crede e lo afferma, una discarica può diventare il luogo del cambiamento, dove gli oggetti gettati vengono riutilizzati, dove il lavoro è libertà di scelta, dove i lavoratori si vedono garantiti i diritti fondamentali e lo sguardo è di fiero riscatto.

Le loro storie saranno presto disponibili in una pubblicazione digitale realizzata da Offroad studios per la sede di Dakar dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e che racconterà "OR DUR", titolo della mostra inaugurata lo scorso 24 novembre, sempre a Dakar.

La mostra era parte integrante dell’evento di capitalizzazione della componente sulla formalizzazione dei lavoratori della discarica di Mbeubeuss del progetto per la Promozione dell’imprenditoria formale, innovativa e sostenibile in Senegal e in Gambia PIFIS/PROMEFI, sostenuto da AICS in partenariato con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e l'OSC LVIA.

LVIA, in particolare, ha coordinato la parte di messa in relazione con gli artisti che hanno offerto le loro opere affinché il progetto mettesse in evidenza, attraverso le foto, le attività di upcycling e recycling di un altro programma finanziato da AICS e di cui LVIA è partner, PRO.VI.VES (Programma per la valorizzazione dell’impresa verde e sociale per l’innovazione, la crescita e il lavoro).

Il filo rosso che ha guidato questa capitalizzazione si inserisce nella linea di lavoro che la sede AICS di Dakar ha sviluppato in questi anni per rafforzare le dinamiche di collaborazione tra differenti soggetti esecutori al fine di rendere più incisivo il supporto di AICS nel Paese.

Come precisa la Dott.ssa Maura Pazzi, referente società civile per la sede: “Visto il delicato settore di intervento e la complessità della realtà sociale a Mbeubess, abbiamo fatto in modo che il lavoro di capitalizzazione si basasse sul principio di community engagement. Si tratta quindi di un lavoro partecipativo con i recuperatori che hanno creato la Cooperativa Bokk Djomm. Sui 2000 recuperatori che sono stati recensiti in discarica, ad oggi aderiscono alla cooperativa circa 800 persone”. I risultati dimostrano quanto una cooperazione di persone per le persone possa essere efficace.

A cura di Chiara Barison





Crezione di impiego, inserimento professionale e formalizzazione delle imprese in Senegal: l’Italia e l’ILO lanciano il programma “ADIJEFE”

Nel momento in cui il Governo senegalese lavora all’elaborazione del Plan Senegal Emergent - Priorité Jeunesse, l’Italia ha firmato il 20 ottobre scorso a Dakar un importante accordo con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) per proseguire nella messa a punto di una strategia pluriennale rispetto al settore dell’inserimento professionale e dell’impiego dei giovani.

Lavorare a sostenere le opportunità di lavoro per i giovani senegalesi vuol dire, pero’, anche rafforzare il tessuto imprenditoriale locale, fatto di micro e piccole imprese, affinché queste ultime abbiano la capacità reale di assorbire quei 100.000 giovani senegalesi formati che ogni anno ambiscono ad entrare nel mercato del lavoro formale.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) a Dakar ha strutturato in questi ultimi anni e per il triennio a venire (2024-2026) un portafoglio nel settore della creazione di impiego giovanile che vale complessivamente circa 35 milioni di euro e che avrà come obiettivo principale quello di inserire migliaia di giovani senegalesi formati, con un’attenzione particolare anche alle persone diversamente abili.

Il progetto dell’ILO, finanziato dall’AICS per i prossimi due anni e denominato “Stimolare la creazione di posti di lavoro dignitosi migliorando il dispositivo di inserimento dei giovani, uomini e donne, e la formalizzazione delle imprese in Senegal”, si inserisce perfettamente in questa strategia della cooperazione italiana di Dakar promuovendo concretamente l’idea del lavoro dignitoso e ben remunerato, la territorializzazione delle opportunità in tutte le zone del Paese e la piena formalizzazione del settore privato senegalese, unico e vero potenziale motore d’impiego dei giovani in Senegal.

A cura di  Francesco Mele

Donne, giovani e imprenditoria sociale in Mali: pilastri di un avvenire sostenibile e inclusivo

Incentivare lo sviluppo endogeno, inclusivo e sostenibile nel settore privato è uno degli obiettivi che l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), vuole raggiungere attraverso l’Iniziativa regionale d’emergenza a favore delle popolazioni toccate dalla crisi umanitaria ed economica in Mali e in Senegal.

Il programma regionale, lanciato nell’ottobre 2022, vuole rispondere, da un lato, ai bisogni umanitari nelle regioni del centro e del nord del Mali, attraverso attività finalizzate al rafforzamento della sicurezza alimentare, alla lotta alla malnutrizione e all’accesso ai servizi sanitari. Dall’altro, sostenendo il settore privato nelle regioni meridionali del paese ed in Senegal, colpite dagli effetti della pandemia COVID-19.

È in questo contesto che si inserisce il progetto implementato dal VIS in consorzio con LVIA, COOPI e i partner locali ADAFO e APDF. L’obiettivo è di appoggiare le “Donne, i giovani e l’imprenditoria sociale come pilastri di un avvenire sostenibile e inclusivo”, contribuendo così a migliorare la resilienza delle popolazioni più vulnerabili in Senegal e in Mali.

Il 17 ottobre 2023 è stata organizzata una cerimonia di consegna ufficiale di attrezzature e materie prime a 8 associazioni e cooperative femminili e di giovani imprenditori di Bamako per un importo globale di 30.000 Euro.

Alle cooperative dedite alla trasformazione agro-alimentare sono stati consegnati mulini elettrici, macchine per la torrefazione delle arachidi, essiccatoi a gas, forni metallici, secchi, pentole e prodotti agricoli.

Alle cooperative che si occupano di pescicoltura è stato fornito materiale per la lavorazione del pesce essiccato e mangime per pesci.  Alle cooperative che si occupano di allevamento bovino sono state consegnate cinque vacche, due abbeveratoi e 40 sacchi di mangime per animali.

Infine, alle cooperative di giovani artigiani sono stati forniti materiali per la lavorazione della pelle, del legno e per l’oreficeria.

96 persone appartenenti alle 8 cooperative hanno inoltre seguito una formazione sulla gestione di impresa.

Tra i risultati da raggiungere, il progetto prevede il miglioramento della sostenibilità e della redditività aziendale attraverso l’organizzazione di formazioni per l’accompagnamento e il consolidamento delle imprese (management e sviluppo organizzativo, marketing e comunicazione, fabbricazione e formalizzazione), con l’acquisto di attrezzature, materie prime e la riabilitazione di locali per la produzione.

Un altro risultato dell’iniziativa in corso, riguarda il miglioramento delle competenze trasversali e l’inserimento lavorativo decente per le donne e i giovani appartenenti a gruppi vulnerabili, attraverso un sostegno psicosociale, la messa a disposizione di borse di studio e di lavoro nelle imprese comunitarie.

Rafforzare il dialogo tra cittadini, comunità e istituzioni locali sull’autonomizzazione delle donne, l’imprenditoria sociale e lo sviluppo sostenibile, sono tra gli ambiziosi risultati che il progetto vuole perseguire attraverso incontri con le autorità locali e campagne d’informazione.

A cura di  Claudia Berlendis




Senegal – Sostegno al settore orticolo nazionale: il PIESAN finanzia attività per un valore di 1.500.000 euro

Si è tenuta l’8 agosto scorso, presso l'auditorium del Ministero dell'Agricoltura, delle Attrezzature Rurali e della Sovranità Alimentare del Senegal (MAERSA), a Diamniadio, la cerimonia di consegna degli assegni ai beneficiari di progetti individuali, campi scuola dimostrativi, unità di trasformazione e cooperative del Progetto d’Intensificazione Eco-Sostenibile dell'Agricoltura nelle Niayes (PIESAN).

La cerimonia è stata presieduta dal Ministro del MAERSA, Aly Ngouille NDIAYE, e dal Vice Titolare della sede di Dakar dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Aldo CERA.

Il progetto PIESAN, finanziato dall’AICS attraverso un contributo di 10 milioni di euro di credito agevolato e 360.000 euro a fondo perduto, è implementato dal Ministero dell'Agricoltura, delle Attrezzature Rurali e della Sovranità Alimentare del Senegal.

Il Ministro dell’agricoltura senegalese ha evidenziato come il PIESAN si integri nelle linee guida stabilite dalla politica pubblica, in particolare in relazione all'aumento sostenibile della produzione orticola e di come la sua implementazione consentirà una riduzione delle importazioni, un miglioramento complessivo dei sistemi alimentari e l'inclusione di donne e giovani nell'imprenditoria agricola.

Nel suo intervento, il Vice Titolare della sede AICS di Dakar ha sottolineato che “Da febbraio 2021, data di inizio delle attività progettuali, AICS ha già concesso il 70% del Credito Concessionale e speso il 50% del contributo a fondo perduto che, grazie all'ottimo lavoro svolto dall'Unità di Gestione del Progetto, ha permesso di raggiungere risultati concreti” e ha confermato “l'impegno dell'Italia a sostenere la sicurezza e la sovranità alimentare e lo sviluppo del mondo rurale in Senegal per gli anni a venire”.

Nel corso della cerimonia sono stati assegnati ai beneficiari 1.012.500.000 franchi CFA per finanziare 222 progetti individuali (850.000.000 franchi CFA), l'installazione di 6 campi scuola dimostrativi (27.500. 000FCFA), l'acquisto di attrezzature per 4 unità di trasformazione (40.000.000 FCFA), 10 sovvenzioni ad altrettante società cooperative per l'acquisto di trattori (70.000.000 FCFA) e sostegno ad altre 5 società cooperative per l'attuazione del loro piano d'azione (25.000.000 FCFA).

 

A cura di Giuseppe Busalacchi

 

Mali – A Kayes AICS supporta la valorizzazione sostenibile delle risorse naturali e il risanamento delle terre con il progetto «Brigata verde per l’impiego»

Ad inizio luglio, una missione di monitoraggio e verifica del Comitato Nazionale di Pilotaggio del programma «Brigata verde per l’impiego» si è resa a Kayes per verificare lo stato di avanzamento delle attività.
Il programma, finanziato dalla Cooperazione italiana con il supporto tecnico dell’Agenzia Italiana alla Cooperazione allo Sviluppo (AICS), interviene nella regione di Kayes, nell’ovest del Mali (distretti di Kayes, Bafoulabé e Yelimané) e di Nioro du Sahel (distretti di Nioro e Diema).
L’obiettivo è quello di rafforzare la resilienza nelle zone affette dalla desertificazione e dal degrado delle terre attraverso il sostegno e la valorizzazione sostenibile delle risorse naturali. Nello specifico il programma intende favorire la creazione di posti di lavoro nel settore agroforestale grazie al risanamento di 3.000 ettari di terra nella regione di Kayes ed al coinvolgimento di giovani formati in attività produttive sostenibili dal punto di vista ambientale (efficienza energetica all'orizzonte 2030).
La missione, composta dal Vice Commissario alla Sicurezza Alimentare M. Amadou Dembelé, dal Coordinatore nazionale del programma M. Mamadou Tomoda, dai rappresentanti dei Ministeri dello Sviluppo Rurale, dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, dell’Imprenditoria Nazionale, dell’Impiego e della Formazione professionale, dell’Amministrazione e della Collettività territoriale, dell’Economia e delle Finanze, ha espresso la propria soddisfazione per lo stato di avanzamento delle attività.
Tra i principali risultati previsti dal programma : la realizzazione di 25 perimetri di 120 ha, previsti per 1.500 giovani agricoltori beneficiari, suddivisi in 115 ha piantumati con l’acacia del Senegal per la produzione di gomma arabica e di 5 ha di perimetri orticoli dotati di recinzione, due pozzi perforati con serbatoio e pompa solare, magazzini e locali tecnici; la formazione di 1.500 giovani agricoltori sulle tecniche di produzione agroforestali e sulla gestione e il funzionamento delle cooperative create in ogni perimetro; la creazione di 3.000 posti di lavoro temporanei per i giovani che parteciperanno ai lavori di sistemazione dei perimetri; la contribuzione al sequestro di 300.000 t di CO2 e all’adozione di misure a bassa emissione di carbone.

A cura di Saverio Frazzoli