Addio 2020, benvenuto 2021: un anno di speranza, nuovi obiettivi e nuove prospettive

Quest’anno ci sta scivolando piano piano dalle mani. Sembra un anno inutile in cui non è stato fatto molto e tutti non vedono l'ora che finisca.Si fa fatica a collocare temporalmente un fatto tra 2018, il 2019 e il 2020 in quanto questi mesi la misura del tempo è stata strana, per alcuni versi compressa, per alcuni versi allungata.

Siamo stati colti di sorpresa a marzo di quest'anno e abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini e le nostre vite e annullare la parte più bella del nostro lavoro, quella del terreno e del contatto con i beneficiari. Abbiamo dovuto prendere decisioni drastiche, chiudere gli uffici, rinchiuderci a casa, rallentare le attività. Tutto questo con percezioni diverse del pericolo, del contesto e delle soluzioni ma comunque guidati dalla comune volontà di portare avanti il nostro lavoro in un momento ancora  difficile per la nostra Italia e per i paesi partner.
Sono orgogliosa di come AICS Dakar ha vissuto quest’anno, siamo andati avanti e, grazie alla collaborazione di tutti gli attori, abbiamo trovato soluzioni per cercare di bloccare il meno possibile le nostre attività.
Grazie alla tecnologia, all'ingegno e alla buona volontà, tante cose sono andate avanti e una risposta positiva è arrivata dalle organizzazioni della società civile, dai rappresentanti delle istituzioni dei paesi partner, dalle organizzazioni multilaterali e dalla nostra sede centrale.
La capacità di formulare iniziative pertinenti e la flessibilità che ci distingue tra i donatori, ci hanno permesso di attivare interventi di prima assistenza nei nostri paesi utilizzando i fondi già messi a disposizione. Nei limiti dei nostri finanziamenti siamo stati rapidi e siamo intervenuti dove sembrava più difficile esserci.
A novembre abbiamo ripreso ad andare di nuovo sul terreno, a rincontrare i nostri amici beneficiari. Tengo ancora dentro un'emozione fortissima in un villaggio in Casamance, al sud del Senegal, alla mia prima missione dopo tanto ufficio e tante carte.
Ringrazio sentitamente il mio staff per aver lavorato con entusiasmo e per aver tenuto duro nei momenti di difficoltà che abbiamo incontrato, anche quando il Covid ci ha toccato da vicino.

Ora ci aspetta ancora una nuova sfida: una seconda ondata di contagio nei nostri paesi ci riporta di nuovo nei nostri uffici.  Siamo un pò stanchi, ma siamo più forti e più consapevoli di quanto possiamo fare e sono sicura che supereremo anche questa fase.
Je souhaite à tous et à toutes un 2021 sans masques et sans gestes barrière ! 

A cura di Alessandra Piermattei

 

ÑOO FAR – INSIEME : un viaggio in Senegal alla scoperta dei partenariati inclusivi per lo sviluppo

Ñoo far, in wolof, la lingua più parlata in Senegal, vuol dire “insieme”. Un insieme che è però da intendersi in senso largo quale collaborazione, supporto, vicinanza, fratellanza, crescita reciproca, cooperazione. Ñoo far è anche il titolo di un recente video che, attraverso un lungo e ricco viaggio in Senegal, mostra in che modo l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo-AICS, attraverso la sede estera di Dakar, declina le possibilità di partenariati inclusivi per lo sviluppo.

Il video, realizzato nell’ambito all’XI edizione di Diplomacy, il Festival della Diplomazia, tenutosi dal 22 al 30 ottobre 2020, parte dal semplice assunto che per cambiare il mondo in maniera sostanziale, l’azione di contributo allo sviluppo dell’AICS deve essere strettamente legata a quella dei suoi partner.

In questo viaggio fatto di incontri, immagini e musica, la Titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermatteri e i suoi collaboratori introducono gli spettatori nel concreto del lavoro della sede attraverso le reti di persone che quotidianamente vengono costruite. Una cooperazione che ha la sua centralità nella persona in quanto attore principale di cambiamento.

Tra i partenariati presentati, quello con la diaspora. A fine 2019 AICS Dakar ha avviato un processo di ascolto della diaspora senegalese in Italia attraverso numerosi incontri, in dieci regioni italiane, allo scopo di mettere a fuoco la realtà degli uomini e delle donne che dal Senegal sono partiti, più o meno recentemente, per cercare di creare migliori opportunità per loro stessi e le loro famiglie. Quest’esperienza ha consentito alla sede di pubblicare un bando in Italia, per strutturare e consolidare servizi che accompagnino e facilitino gli investimenti dei senegalesi della diaspora verso il loro paese di origine nell’ottica di un modello economico più inclusivo e giusto. Un modello di investimento non solo economico e finanziario ma anche umano e sociale all’interno del quale la centralità della persona, con le sue ambizioni, competenze, debolezze, è la vera leva  per la costruzione di progetti imprenditoriali di successo in cui la creazione di valore economico sociale e ambientale diventa l’orizzonte privilegiato da raggiungere.

Un partenariato valorizzato grazie al PASPED. Oltre a questo, il programma si è reso protagonista dell’esperienza prime. Il meccanismo delle “sovvenzioni in situazione di urgenza” è un dispositivo originale istituito per sostenere le piccole e medie imprese nelle sei regioni target del programma nella fase critica legata all’emergenza sanitaria COVID-19. Di fatto quest’attività era già prevista dal programma, la situazione sanitaria ne ha solo accelerato la tempistica di realizzazione, ispirando l’originalità del dispositivo.

Un’azione che ha permesso a 136 imprese senegalesi di restare sul mercato, salvaguardare i posti di lavoro del personale impiegato - circa 3.500 persone saranno sostenute in modo diretto e circa il 10% in modo diretto (pagamento dei salari grazie alla sovvenzione)- e contribuire al sostegno sociale dei gruppi più vulnerabili.

Un altro esempio di valore di partenariati è quello tra territori che portano a uno scambio efficace di competenze e modelli e di impegno della cooperazione decentrata nel lavorare in sinergia con AICS. L'esperienza maturata dal sistema sanitario toscano a supporto delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali, finalizzata alla riduzione della mortalità materno infantile in Senegal, è all’origine della collaborazione tra Centro di Salute Globale/AOU Meyer (Firenze) e la Cellule de Suivi Opérationnel attivata nell’ambito del PADESS, finanziato dalla Cooperazione italiana. La collaborazione è stata formalizzata dalla firma di un protocollo tecnico che vede il Centro di Salute Globale impegnato in attività di assistenza tecnica e formazione relativamente alla ristrutturazione, fornitura e organizzazione di strutture sanitarie nelle regioni di Dakar, Kaolack e Sédhiou.

Oltre alle collaborazioni tra territori, AICS valorizza anche quelle con la società civile, come nel caso di quelle portate avanti con due interessanti realtà locali, Sunu Nataal e Africulturban.

Sunu Nataal è un collettivo di fotografi fondato in Senegal nel 2010 con l’obiettivo di raccontare il paese da un punto di vista locale, in una sorta di riappropriazione e di conquista dello spazio attraverso lo strumento fotografico. Il collettivo ha realizzato, grazie ad una mappatura fotografica di differenti quartieri e città, la prima banca di immagini in alta definizione gratuite sul Senegal. Demba Diop, fondatore di Sunu Nataal, ha realizzato un percorso fotografico che presenta i programmi realizzati da AICS Dakar  legati allo sviluppo rurale e all’empowerment femminile nel sud del Senegal, PAPSEN, PAIS e PASNEEG, intitolato « Bokk naa ci » (io partecipo).

Africulturban è un’associazione di cultura urbana con sede a Pikine, periferia di Dakar. Da anni l’associazione si occupa di organizzare percorsi educativi e professionali per giovani in difficoltà. Africulturban ha collaborato con la sede AICS Dakar alla realizzazione di Foo Jem, trasmissione radiofonica che presenta storie di vita e professionali locali ispiranti.

Filo conduttore del video, l’inclusione, colonna portante dell’azione della sede AICS di Dakar che, come l’empowerment femminile, è trasversale a tutti i programmi e progetti. Una cooperazione inclusiva e su base paritaria dunque che vuole assumere sempre più la forma di un partenariato territoriale.

A cura di Chiara Barison


Contenuti mediatici sulle VBG e discriminazione nei confronti di donne e ragazze: ruoli e responsabilità dei professionisti dei media

Il 10 dicembre è stato l'ultimo dei 16 giorni di attivismo contro le violenze di genere. Per chiudere questo fitto periodo di eventi e per contribuire al miglioramento della copertura mediatica sulle violenze basate sul genere (VBG) e la discriminazione nei confronti di donne e ragazze, il Progetto di Sostegno alla Strategia Nazionale per l'Equità e l'Uguaglianza di Genere (PASNEEG II) ha organizzato un panel sul tema "Contenuti mediatici sulle VBG e la discriminazione nei confronti di donne e ragazze: ruoli e responsabilità dei/delle professionisti/e dei media".

Il PASNEEG 2 pone una forte enfasi sulla sensibilizzazione e sulla mobilitazione sociale per il cambiamento dei comportamenti. Nella sua seconda fase, il progetto prevede di rafforzare il dibattito con i professionisti dei media, soprattutto a partire dalla fase di formazione iniziale, al fine di incoraggiarli a pubblicare contenuti e programmi per prevenire le VBG e incoraggiare i comportamenti che promuovono il pieno sviluppo di donne e ragazze.

La sensibilizzazione passa attraverso il linguaggio, tuttavia il contenuto programmatico dei media, nell'affrontare i temi su VBG e discriminazione contro  donne e ragazze, appare più incentrato sulla denuncia che sulla prevenzione e il cambiamento dei comportamenti.

Il linguaggio non è mai uno strumento neutro perché dà forma e voce al modo in cui gli esseri umani pensano, interpretano la realtà e agiscono nel mondo. Più o meno consapevolmente, le parole usate possono trasmettere e rafforzare stereotipi, preconcetti e disuguaglianze ma possono anche esprimere l'affermazione dei diritti e articolare concetti complessi come la necessità di promuovere l'uguaglianza nel rispetto delle differenze. Per fare questo, il linguaggio e la parola seguono le trasformazioni della realtà sociale, ma possono a loro volta influenzarla. L'uso di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere risponde alla necessità di cambiamento nella società e all'affermazione dell'uguaglianza di genere e deve trovare riconoscimento e sostegno nelle parole utilizzate per raccontare i fatti.

È con questo obiettivo che il Progetto PASNEEG ha individuato l'Ecole Supérieure de Journalisme et des Métiers de l'Internet et de la Communication (EJICOM) per l'organizzazione del panel. Tre i temi affrontati :

  • Diritti umani e VBG;
  • donne e media (area critica 10 della IV conferenza mondiale delle donne di Pechino);
  • narrativa dei media sensibile al genere.

Quattro le attiviste, femministe ed esperte di comunicazione e di questioni linguistiche intervenute. Entrambe hanno evidenziato come la stigmatizzazione e il sensazionalismo siano tra le lacune e le debolezze nel trattamento della violenza contro le donne da parte dei media senegalesi.

Nafissatou SECK, coordinatrice della "Boutique de droit” di Pikine e membro dell'Associazione delle giuriste senegalesi (AJS), ha ricordato che nel 2020 - da gennaio a settembre - sono stati segnalati 1.446 casi di violenza di genere, ovvero  violenza fisica, sessuale, economica, psicologica e domestica.  Per combattere questo flagello, i membri del panel hanno invitato i professionisti dei media a rivedere il loro approccio e la narrativa utilizzata nel trattamento delle VBG.

In particolare, Khaira Thiam, psicologa clinica, ha sottolineato che ci sono due aspetti da prendere in considerazione quando si parla di VBG nei media. Da un lato, i media amplificano positivamente tutto ciò che viene fatto per il progresso dei diritti delle donne e dei bambini. D'altra parte, contribuiscono anche a sostenere alcuni stereotipi nella direzione editoriale, nelle scelte delle persone e storie da raccontare e nel modo in cui l'informazione viene trattata.

Mariam Selly KANE, Direttrice della TV statale RTS2 e fondatrice di Debbosenegal, una rivista femminile online dedicata alle donne senegalesi e africane, ha sottolineato l'importanza di integrare nel percorso formativo in giornalismo il genere. In effetti, il trattamento della violenza di genere da parte della stampa, soprattutto nei casi di stupro, può essere molto doloroso per la vittima, poiché la porta a un'esposizione e narrativa voyeuristica. Ciò significa che molte vittime tendono addirittura ad astenersi dal denunciare a causa di questa esposizione mediatica nociva.

Moderatrice del panel, Diatou Cissé, giornalista, presidentessa del sindacato dei giornalisti senegalesi (SYNPICS), nonché vicepresidentessa della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ). Le attiviste intervenute sono concordi nel sottolineare di come in  Senegal le donne siano apprensivamente trattate nei media in termini di contenuti, ma anche di rappresentatività e per questo motivo è importante che i/le professionisti/e del settore lavorino di più per sollecitarsi a vicenda, per fare ricerca su questi temi e per trattare questi temi in modo non sensazionalista e che neutralizzi anche i pensieri culturali stereotipati.

Questo panel è stato organizzato durante l'ultimo giorno della campagna di 16 giorni di attivismo contro la violenza contro le donne e le ragazze dedicata al tema “Colora di arancione il mondo: Finanziare, rispondere, prevenire, raccogliere!” e ha ricordato a tutti l'importanza della mobilitazione sociale per il cambiamento dei comportamenti al fine di promuovere l'uguaglianza di genere attraverso cambiamenti nelle norme sociali, la mascolinità positiva e la lotta contro il VBG e la promozione dell'empowerment delle donne.

A cura di Eugenia Pisani

Senegal – Promuovere un modello di settore privato inclusivo. L’impatto sociale delle PMI e l’inserimento dei giovani formati nel mercato del lavoro

Il 6 novembre scorso, all’interno del programma PASPED (Progetto di contrasto alla migrazione irregolare attraverso il sostegno al settore privato e alla creazione di impiego), coordinato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e finanziato dall’Unione europea (UE), si è svolto un webinar sulla promozione di un modello di settore privato inclusivo. L’incontro, che ha visto la partecipazione di AICS, UE, Direzione della Microfinanza (DMF), Centro dei Giovani Dirigenti di Impresa del Senegal (CJD), Consorzio Giovani del Senegal (CJS), Movimento dei Giovani della banlieue di Dakar (MJE) è servito, da un lato, a fare il punto su due attività di punta del programma PASPED che mirano a sostenere le PMI, illustrando anche il sostegno di Team Europe al settore privato senegalese, e  a facilitare l'integrazione di 1.200 giovani formati in imprese formali nelle 6 regioni di intervento (Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès).

Il webinar è stato utile a coinvolgere i diversi attori sulle questioni dell'impatto sociale delle PMI, rafforzando il meccanismo di sovvenzione istituito dal programma PASPED che ha sostenuto finanziariamente 136 PMI durante la crisi sanitaria dovuta al COVID-19. Inoltre,  è servito ad approfondire la sfida occupazionale in Senegal alla luce degli studi sul settore privato e sull'analisi dei bisogni delle imprese formali in termini di competenze qualificate, realizzati nell'ambito del PASPED in collaborazione con le Agenzie Regionali di Sviluppo (ARD). Alla base delle interessanti riflessioni che hanno visto il coinvolgimento di giovani imprenditori e di giovani protagonisti della società civile senegalese, vi è la volontà di AICS di promuovere un modello di sviluppo del settore privato capace di creare opportunità reali per chi ha terminato un percorso di formazione, mettendo in campo azioni di responsabilità sociale verso le proprie comunità di riferimento, non solo in periodi di particolare emergenza economica e sociale come quello attuale.

A cura di Francesco Mele

 

 

Senegal – Prevenzione del Covid-19, lotta alle VBG e inclusione in un workshop dedicato agli insegnanti specializzati nel linguaggio dei segni

In occasione della Giornata internazionale dei non udenti del 30 settembre 2020 e, nell’ambito del programma PASNEEG II, si è tenuto il 28 e 29 settembre, un workshop di orientamento alla lotta contro le violenze di genere e la prevenzione del Covid-19 per insegnanti specializzati nel linguaggio dei segni.

Erano presenti i diversi partner del PASNEEG: l’Associazione delle giuriste senegalesi (AJS), l’Associazione delle dottoresse senegalesi (AFEMS), i Direttori delle diverse scuole per non udenti di Dakar ed il rappresentante del Ministero della donna, della famiglia e del genere.

L'obiettivo generale della sessione era quello di rafforzare le capacità di prevenzione delle VBG e di effettuare una presa in carico efficace delle vittime attraverso l'uso del linguaggio dei segni, al fine di promuovere cambiamenti nei comportamenti volti a limitare le violenze basate sul genere tra le persone con disabilità.

Il PASNEEG II  pone grande enfasi sul coinvolgimento dei responsabili politici, sulla sensibilizzazione e sulla mobilitazione sociale per un cambiamento dei comportamenti. Per questo motivo, nella sua fase 1, aveva sviluppato una strategia volta a sostenere l'attuazione del piano d'azione nazionale per combattere la VBG e promuovere i diritti umani. I risultati nella promozione dei diritti delle donne e delle ragazze hanno evidenziato come le persone con disabilità, in modo particolare le persone con problemi di udito e le loro famiglie, non erano prese sufficientemente in considerazione nelle azioni di lotta alle violenze di genere.

Tenendo conto del contesto di pandemia attuale che, come ogni crisi umanitaria e sanitaria, aggrava situazioni di violenza contro donne e ragazze, è sembrato opportuno concentrarsi sulle persone disabili. La loro condizione le rende infatti più vulnerabili, all'incidenza delle VBG, a situazioni di  povertà e allo sfruttamento sessuale, ricevendo poche informazioni su sessualità e relazioni sane. Anche nel contesto di risposta al COVID-19, le numerose campagne di comunicazione sociali avviate dallo Stato senegalese e dai vari stakeholder non hanno sempre tenuto conto di queste categorie nei messaggi, nei supporti e negli strumenti.

Il Senegal conta più di 200.000 persone sorde. Tra queste, 35.000 hanno un’età compresa tra i 7 e i 16 anni, di cui quasi il 40% (circa 14.000) è iscritto in scuole o centri di alfabetizzazione dedicati alla sordità o nelle scuole pubbliche che garantiscono un’inclusione educativa dedicata.

La sessione di rafforzamento delle capacità dei professori specializzati nel linguaggio dei segni si inserisce nel piano di lavoro annuale 2020 del PASNEEG II per rispondere a queste urgenze.

Nel corso dell’evento sono stati condivisi con gli insegnanti di scuole per audiolesi i diritti delle persone con disabilità, delle donne e dei bambini; presentate le sfide, gli obiettivi e le strategie per una gestione efficace della VBG nei confronti delle persone con problemi di udito; accentuato l'impegno delle scuole partner nella promozione e nel rispetto dei diritti dei bambini con disabilità ed indentificate le aree di collaborazione per la realizzazione delle attività di prevenzione e di lotta contro le VBG.

Per la Sede AICS di Dakar la tematica dell’inclusione educativa di persone portatrici di handicap è stata e resta una priorità.

A cura di Carla Fanini

Il settore privato nell’era post Covid-19. Il progetto PASPED al centro dell’intervento di AICS Dakar all’Italia Africa Business Week

AICS Dakar ha partecipato all’interessante dibattito :  « Strumenti finanziari per il rilancio delle economie africane nell’era del post COVID 19 » organizzato nell’ambito della quarta edizione dell’Italia Africa Business Week, prevista dal 9 all’11 novembre 2020 e incentrata sul tema Rebranding Italy in Africa . Alessandra Piermattei, Titolare della sede, ha descritto le attività di sostegno al settore privato realizzate in questo periodo di transizione dovuto a una profonda crisi che ha avuto e avrà riverberi negativi non solo di carattere sanitario ed economico ma anche di tipo sociale. Il panel ha visto la partecipazione di vari esperti e di varie organizzazioni (AICS, AFD, CESVI, CDP) che hanno affrontato il tema del rilancio del sostegno alle economie africane e la relazione dell’Italia con l’Africa da diversi punti di vista.

Fra gli interventi, Jean Gustav Sanon, Economista ed ex Ministro delle finanze del Burkina Faso, ha sottolineato l’importanza del partenariato fra Italia, Europa e Africa, individuando nella necessità di un sostegno a vari livelli, la strategia da perseguire nell’ambito della Cooperazione internazionale fra paesi. Olivier Kaba, Coordinatore del settore migrazione per l’Agence Française au Développement (AFD), ha ribadito l’importanza delle rimesse dei migranti nello sviluppo dei paesi africani cercando di stimolare l’utilizzo produttivo di questi fondi in modo da promuovere canali virtuosi di co-finanziamento da parte delle varie agenzie governative. In questa prospettiva, Alessandra Piermattei ha presentato le attività di sovvenzione alle imprese del settore privato senegalese, facendo riferimento alla realizzazione nell’ambito del PASPED (Progetto di contrasto alla migrazione irregolare attraverso il sostegno al settore privato e alla creazione di impiego) di uno strumento di assistenza finanziaria (2 mln di euro) nel quale alle 136 imprese finanziate è stato chiesto di destinare una parte del prodotto della loro attività alla cosiddetta « produzione solidale ».

 Questo ha permesso di  mettere a disposizione delle fasce più vulnerabili della popolazione prodotti alimentari a titolo gratuito. La Titolare della sede AICS di Dakar ha inoltre spiegato di come, sempre attraverso il PASPED, sia stato possibile strutturare un dispositivo di inserimento professionale per giovani senegalesi formati (1.200 giovani da inserire e 15.000 candidature ricevute attraverso un bando pubblico) per sostenere le imprese anche dal punto di vista della qualificazione delle competenze e del know how. L’attività che AICS Dakar svolge su più livelli, cercando di sostenere il mondo produttivo senegalese sia da un punto di vista tecnico che finanziario, continuerà anche nella fase post COVID-19. Verranno infatti messe a punto attività e servizi in partenariato con le istituzioni senegalesi che possano favorire, fra l’altro, anche gli investimenti produttivi della diaspora dall’Italia al Senegal e che possano riguardare più puntualmente settori prioritari dell’economia senegalese particolarmente colpiti da questa crisi sanitaria.

A cura di Francesco Mele

Info Day – Bando Iniziativa Regionale di Emergenza in favore delle popolazioni colpite dalla crisi umanitaria in Mali e nei paesi limitrofi AID12071

AICS Dakar ha pubblicato il bando Iniziativa Regionale di Emergenza in favore delle popolazioni colpite dalla crisi umanitaria in Mali e nei paesi limitrofi - AID 12071, rivolta alle OSC per finanziare interventi sul canale di finanziamento Emergenza.

Il bando si propone quale risposta umanitaria in favore delle popolazioni colpite dalla crisi nella Regione del Sahel centrale in Mali e Burkina Faso (Lotto 1) e come continuità all’intervento a sostegno del settore privato in Mali e Senegal (Lotto 2).

Le  sedi di AICS Dakar e Ouagadougou hanno unito i loro sforzi per rispondere in maniera coordinata e complementare alla grave crisi umanitaria in atto nel Sahel centrale. Tale attenzione e centralità è confermata dalle recenti visite del Vice Ministro Del Re in Niger e Mali, che hanno ribadito l’impegno della Cooperazione italiana nel sostegno alle popolazioni maggiormente colpite dai conflitti in atto nel Sahel.

I fondi allocati per il finanziamento delle proposte progettuali che saranno finanziate dal bando ammontano a 4.500.000 Euro.

Le sedi AICS Dakar e Ouagadougou organizzano un Infoday, aperto alle OSC interessate a partecipare al bando, mercoledi 4 novembre dalle 9.30 alle 12.00 (ora locale).

Il meeting si svolgerà in lingua italiana ed è prevista la partecipazione di massimo due persone per ogni OSC interessata. La modalità prevista è una video conferenza attraverso la piattaforma Zoom.

Per maggiori dettagli contattare: chiara.picchio@aics.gov.it

A cura di Teodoro Aniceto

15.000 giovani senegalesi partecipano al bando lanciato da AICS Dakar per borse lavoro di un anno nell’ambito del PLASEPRI/PASPED

Nell’ambito del programma globale unico PLASEPRI/PASPED, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in collaborazione con le Agenzie Regionali di Sviluppo (ARD) delle zone di intervento del programma (Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès), ha aperto, il 13 ottobre scorso, un bando per l’inserimento di 1.200 giovani formati nelle imprese che hanno manifestato la disponibilità a integrare competenze qualificate nelle loro attività attraverso lo strumento delle borse-lavoro della durata di 12 mesi.

L’attività nasce dall’esigenza di sostenere le imprese del settore privato formale delle sei regioni grazie all’inserimento di competenze ben definite che possano qualificare il lavoro delle imprese nel loro settore di intervento attraverso la sovvenzione di borse-lavoro da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) che con il programma PASPED (Programma di contrasto alla migrazione irregolare attraverso il sostegno al settore privato e alla creazione di impiego) finanziato dall’Unione europea (UE), promuove sia il sostegno al settore privato senegalese che l’inserimento dei giovani formati nel mercato del lavoro.

Il 23 ottobre scorso alle 17h30, è scaduta la possibilità per i giovani senegalesi di inviare la loro candidatura alle Agenzie Regionali di Sviluppo (ARD) delle sei regioni. Volendo fare un primo bilancio alla chiusura del bando, complessivamente sono arrivate circa 15.000 candidature : 6.250 candidature nella regione di Dakar, 1.167 in quella di Diourbel, 2.661 nella regione di Kaolack, 720 in quella di Louga, 1.590 nella regione di Saint Louis e, 2.489 candidature ricevute nella regione di Thiès. Questo dato di cosi ampia partecipazione a questa seppure limitata opportunità  che, a nostro avviso, rappresenta un primo risultato molto indicativo di questa attività del programma PLASEPRI/PASPED, mette in evidenza con forza che la domanda di impiego qualificato nel paese da parte di giovani che hanno terminato il loro percorso di formazione è molto forte ed è il segnale che la strada intrapresa dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) per facilitare l’inserimento dei giovani formati nel mercato del lavoro è quella giusta e andrà perseguita con continuità. D’altra parte, l’inserimento di competenze qualificate è una delle prospettive più concrete per sostenere il rafforzamento del settore privato senegalese.

A cura di Francesco Mele

Covid-19 in Senegal e Mali – Donati dispositivi medici a sostegno delle regioni di Kaolack e Sedhiou (Senegal) e Mopti (Mali)

Lo scenario determinato dall’esplosione della pandemia di Covid-19 ha richiesto una risposta immediata per contrastare la diffusione del virus anche in Senegal e Mali. La comunità internazionale si è mobilitata da subito a supporto delle autorità locali e della popolazione, in modo particolare le fasce più vulnerabili, maggiormente esposte al contagio e del personale medico, in prima linea nella lotta al Covid-19.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ufficio di Dakar, ha risposto prontamente attraverso le due iniziative regionali di Emergenza in Africa occidentale per rafforzare la resilienza e la protezione dei migranti e dei migranti di ritorno – AID 11274 e di Emergenza a protezione della popolazione più vulnerabile, degli sfollati, rifugiati, migranti irregolari e migranti di ritorno in Senegal, Guinea Bissau, Guinea, Gambia e Mali - AID 11659.

La donazione è stata resa possibile grazie all’utilizzo di fondi già destinati lo scorso anno al Senegal e al Mali nel quadro del partenariato storico con i due Paesi.

Un finanziamento, questo, che si inserisce nel quadro di un riorientamento delle iniziative di cooperazione attualmente in corso in Senegal e Mali al fine di sostenere i governi locali nella lotta al Covid-19. Un’azione in linea e condivisa con i partner bilaterali e multilaterali nell’ottica di un’armonizzazione degli interventi a più livelli e su più settori.

La fornitura in Senegal, avvenuta tra giugno e inizio luglio, ha compreso un set di maschere KN95, maschere chirurgiche, guanti da esplorazione, pompe a siringa, gel igienizzanti, termometri ad infrarossi, barre di saponi, saponi liquidi e candeggina. Il materiale servirà per alimentare le strutture sanitarie regionali di Kaolack e Sedhiou e verrà utilizzato nella cura dei contagiati e la protezione del personale medico.

Quest’azione mirata è il frutto di un’intensa collaborazione con le due Regioni Mediche che ha permesso, da un lato di identificare i bisogni urgenti in maniera puntuale, dall’altro la firma di due protocolli di cooperazione che hanno definito nel dettaglio la donazione e evidenziato l’impegno e il lavoro delle suddette regioni.

Si ricorda che le regioni di Kaolack e Sedhiou rappresentano due aree di intervento prioritarie per l’AICS nell’ambito dei programmi di cooperazione bilaterale: PAIS (Programma Agricolo Italia-Senegal), PAPSEN (Programma d’Appoggio al Programma nazionale d’Investimento dell’Agricoltura-Senegal) e PADESS (Programma d’Appoggio allo Sviluppo Economico e Sociale del Senegal).

In Mali la fornitura ha previsto uno stock di mascherine da distribuire alla popolazione, in modo particolare agli studenti, gel disinfettanti, saponi liquidi, candeggina, disinfettante per le latrine, dispositivi di lavaggio mani e termometri a distanza.

Il 6 giugno scorso, alla presenza di un comitato di ricezione e di una parte della popolazione, il materiale sanitario è arrivato nella sede del Comune urbano di Douentza, cittadina nel nord del Mali, dove è stato controllato e successivamente inviato ai due Centri di Sanità Comunitari, al Centro di Sanità di Riferimento e in alcune scuole.

La città di Douentza e in particolare la Regione di Mopti in Mali sono aree prioritarie di intervento per AICS e dall’inizio della crisi socio-politica nel 2012 al centro di molteplici programmi di emergenza e di assistenza umanitaria.

A cura di Chiara Barison e Claudia Berlendis

 

Sénégal – Le développement durable entre expériences et perspectives d’avenir au centre d’un webinaire organisé par l’Ambassade d’Italie à Dakar en collaboration avec le siège local de l’AICS

Le 7 octobre 2020, l’Ambassade d’Italie à Dakar, en collaboration avec le siège local de l’AICS, a organisé le webinaire:  «L'Agenda 2030 au Sénégal: expérience et perspectives d'avenir» qui s’insère dans le cadre du Festival du Développement Durable, promu par l'Alliance Italienne pour le Développement Durable (ASVIS). L'événement, qui a eu lieu au Centre de Culture Italienne à Dakar, s'est concentré sur les objectifs de développement durable (ODD) relatifs aux secteurs prioritaires de la Coopération Italienne au Sénégal, en particulier l'ODD 2 Faim Zéro, l’ODD 5 Égalité des sexes et l’ODD 8 Travail décent et croissance économique. L'objectif Faim Zéro a été le fil conducteur des interventions. Parmi les intervenants, Mamadou Dia, Chef de division Politiques sociales et Développement durable du Ministère de l’Économie, du Plan et de la Coopération ; Cécile Tassin-Pelzer, Cheffe de coopération de la Délégation Européenne au Sénégal; Robert Guei, Représentant au Sénégal de la FAO; Paola De Meo, Vice-présidente de l'ONG Terranuova et Silvia Bergamasco, Coordinatrice du Secteur Développement Rural de l’AICS Dakar. La rencontre a été modérée par S.E. Giovanni Umberto De Vito, Ambassadeur d’Italie à Dakar.

Le Sénégal, notamment avec le Plan Sénégal Émergent (PSE), a travaillé intensivement pour intégrer les ODD dans les stratégies de développement dans la première phase du PSE qui a intégré 71% des objectifs de développement durable. Ce pourcentage a touché le 87% dans la deuxième phase.

Par rapport à l’égalité des sexes, les résultats sont nombreux et satisfaisants, il suffit de mentionner le pourcentage des femmes parlementaires qui s'élève à 47% ; la mise en œuvre d'une stratégie nationale d'égalité et d'équité entre les sexes ou l'établissement de budgets sensibles au genre.

Pour ce qui concerne l’agriculture, on ne peut pas oublier qu’en Afrique la sous-nutrition reste importante. Cela risque de s’aggraver en raison de l’actuelle pandémie de COVID-19. L’UE, la FAO et l’AICS ont mentionné des initiatives pertinentes, à savoir la nouvelle initiative régionale de recherche en agriculture DESIRA, financée par l’UE ; le projet FAO 1 million de citernes pour le Sahel financé par l’Italie et les projets d’appui à la filière du riz et à l'horticulture promus par l’AICS. Silvia Bergamasco a souligné que l'ODD 2 Faim Zéro croise celui du travail décent et de la croissance économique puisque depuis 2014 la croissance économique au Sénégal est basée surtout sur le secteur primaire. Elle a ensuite ajouté que l'AICS favorise, en milieu rural, l'accès au crédit aux petits producteurs, les subventions en période de crise en renforçant les capacités de gestion des associations paysannes pour atteindre la durabilité économique des exploitations.

La thématique de l’agroécologie a été également traitée. Cette nouvelle approche, une combinaison de savoirs traditionnels et d’innovation, a été évoquée comme une option viable pour assurer une transition vers des modèles de production durables et résilients. La société civile est toujours plus engagée dans ce secteur, à travers diverses plateformes tels que la DyTAES (Dynamique de transition agroécologie).

Par Domenico Papisca