Covid-19 in Senegal e Mali – Donati dispositivi medici a sostegno delle regioni di Kaolack e Sedhiou (Senegal) e Mopti (Mali)

Lo scenario determinato dall’esplosione della pandemia di Covid-19 ha richiesto una risposta immediata per contrastare la diffusione del virus anche in Senegal e Mali. La comunità internazionale si è mobilitata da subito a supporto delle autorità locali e della popolazione, in modo particolare le fasce più vulnerabili, maggiormente esposte al contagio e del personale medico, in prima linea nella lotta al Covid-19.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ufficio di Dakar, ha risposto prontamente attraverso le due iniziative regionali di Emergenza in Africa occidentale per rafforzare la resilienza e la protezione dei migranti e dei migranti di ritorno – AID 11274 e di Emergenza a protezione della popolazione più vulnerabile, degli sfollati, rifugiati, migranti irregolari e migranti di ritorno in Senegal, Guinea Bissau, Guinea, Gambia e Mali - AID 11659.

La donazione è stata resa possibile grazie all’utilizzo di fondi già destinati lo scorso anno al Senegal e al Mali nel quadro del partenariato storico con i due Paesi.

Un finanziamento, questo, che si inserisce nel quadro di un riorientamento delle iniziative di cooperazione attualmente in corso in Senegal e Mali al fine di sostenere i governi locali nella lotta al Covid-19. Un’azione in linea e condivisa con i partner bilaterali e multilaterali nell’ottica di un’armonizzazione degli interventi a più livelli e su più settori.

La fornitura in Senegal, avvenuta tra giugno e inizio luglio, ha compreso un set di maschere KN95, maschere chirurgiche, guanti da esplorazione, pompe a siringa, gel igienizzanti, termometri ad infrarossi, barre di saponi, saponi liquidi e candeggina. Il materiale servirà per alimentare le strutture sanitarie regionali di Kaolack e Sedhiou e verrà utilizzato nella cura dei contagiati e la protezione del personale medico.

Quest’azione mirata è il frutto di un’intensa collaborazione con le due Regioni Mediche che ha permesso, da un lato di identificare i bisogni urgenti in maniera puntuale, dall’altro la firma di due protocolli di cooperazione che hanno definito nel dettaglio la donazione e evidenziato l’impegno e il lavoro delle suddette regioni.

Si ricorda che le regioni di Kaolack e Sedhiou rappresentano due aree di intervento prioritarie per l’AICS nell’ambito dei programmi di cooperazione bilaterale: PAIS (Programma Agricolo Italia-Senegal), PAPSEN (Programma d’Appoggio al Programma nazionale d’Investimento dell’Agricoltura-Senegal) e PADESS (Programma d’Appoggio allo Sviluppo Economico e Sociale del Senegal).

In Mali la fornitura ha previsto uno stock di mascherine da distribuire alla popolazione, in modo particolare agli studenti, gel disinfettanti, saponi liquidi, candeggina, disinfettante per le latrine, dispositivi di lavaggio mani e termometri a distanza.

Il 6 giugno scorso, alla presenza di un comitato di ricezione e di una parte della popolazione, il materiale sanitario è arrivato nella sede del Comune urbano di Douentza, cittadina nel nord del Mali, dove è stato controllato e successivamente inviato ai due Centri di Sanità Comunitari, al Centro di Sanità di Riferimento e in alcune scuole.

La città di Douentza e in particolare la Regione di Mopti in Mali sono aree prioritarie di intervento per AICS e dall’inizio della crisi socio-politica nel 2012 al centro di molteplici programmi di emergenza e di assistenza umanitaria.

A cura di Chiara Barison e Claudia Berlendis

 

PLASEPRI/PASPED – Più di mille giovani integreranno il mercato del lavoro entro la fine del 2020 grazie a contratti di stage

Nell’ambito del programma PLASEPRI/PASPED, l’AICS, ufficio di Dakar, ha iniziato una collaborazione con le Agenzie di Sviluppo Regionali (ARD) delle sei regioni di intervento del programma (Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès) per strutturare un dispositivo incitativo di inserzione nel mondo del lavoro di giovani attraverso contratti di stage. Il 30 aprile scorso sono state firmate a proposito le convenzioni di partenariato fra la Titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, e i direttori delle ARD di ciascuna regione. Questa collaborazione permetterà di approfondire la conoscenza del settore privato e delle reali opportunità di impiego nelle zone di intervento del programma e di facilitare il dialogo con le imprese al fine di inserire 1.200 giovani, per 12 mesi, entro la fine del 2020.

Nei mesi di maggio e giugno si sono svolte le attività di formazione delle équipes delle ARD. Ciascuna agenzia è stata coinvolta per due giornate di attività organizzate dai colleghi del PLASEPRI/PASPED su quattro moduli tematici : il programma PLASEPRI/PASPED nei suoi aspetti più generali e la comunicazione ; la convenzione AICS-ARD e la pianificazione strategica dei primi sei mesi di attività ; la gestione amministrativa e finanziaria ; il monitoraggio e la valutazione delle attività legate alla convenzione stessa. Durante queste giornate si è inoltre discusso della futura organizzazione delle fiere di lavoro regionale, previste gà quest’anno, ma riportate al 2021 a causa dell’attuale emergenza sanitaria.

Un’opportunità per i partner istituzionali di collaborare alla creazione di un sistema incentivante per la promozione dell’impiego giovanile ma anche un’opportunità concreta per i giovani formati e le imprese di fare incontrare il loro bisogno di competenze qualificate con le migliori energie del paese.

Inoltre, vista la necessità di organizzare le attività di formazione a distanza, la reazione positiva delle ARD e la loro capacità organizzativa ha permesso di far progredire le attività senza alcun ritardo rispetto alla pianificazione. Le prossime attività legate alla convenzione AICS-ARD riguardano lo studio e l’analisi del settore privato regionale, l’analisi dei bisogni in termini di competenze qualificate delle imprese che hanno manifestato l’interesse a inserire i giovani formati e la selezione dei giovani stessi che integreranno le imprese per un anno attraverso un contratto di stage.

La realtà delle regioni nelle quali il PASPED opera, da un punto di vista dell’impiego formale, è e resta critica. Partendo da questo assunto, AICS Dakar cerca di promuovere un approccio multistakeholders che riesca a tenere assieme livello istituzionale, settore privato e competenze qualificate dei giovani senegalesi. In questa prospettiva, l’inserimento nel settore privato senegalese di 1200 giovani è un primo passo per cercare di concretizzare la valorizzazione delle competenze locali e promuovere il rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale che ancora non riesce a valorizzare in maniera adeguata tutti quei giovani senegalesi che hanno relazzato percorsi formativi qualificanti.

A cura di Francesco Mele

Programmazione congiunta (2020-2024) europea in Mali

Lo scorso 2 luglio, l’Italia e tutti gli Stati membri dell’Unione europea presenti in Mali, insieme alla Norvegia e alla Svizzera, hanno firmato il documento di programmazione congiunta per il Mali.

La programmazione comune europea mira a consolidare una cooperazione più coerente e strategica tra l'UE dei suoi Stati membri e altri partner europei e a rafforzare la propria posizione sul territorio e i messaggi comuni. Un quadro di lavoro permanente che stabilisce obiettivi comuni da includere, per quanto possibile, nei programmi europei di sviluppo in Mali nel periodo 2020-2024.

La programmazione congiunta arriva in un momento in cui il Mali si trova ad affrontare numerose sfide in termini di sviluppo sostenibile e obiettivi di stabilità. Di conseguenza, gli Stati membri dell'Unione europea ritengono importante organizzarsi in modo ottimale per rispondere a queste sfide, in modo concertato e mantenendo un dialogo politico costante con il governo maliano e tutte le parti coinvolte nello sviluppo.

Da parte sua, l’Italia, attraverso le azioni dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, fa riferimento alla programmazione congiunta e si allinea alla strategia nazionale del Mali (CREDD) per sviluppare la sua strategia di cooperazione bilaterale con il Mali per i prossimi anni.

A cura di Claudia Berlendis

È online l’Annual report 2019

E’ online la quarta edizione dell’Annual report 2019 che vede l’Aics al lavoro per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Fin dalla sua costituzione, nel 2016, l’Aics si è mossa in perfetta sintonia con lo spirito dell’Agenda 2030, coerentemente con la mission affidatale dalla Legge di riforma, e anche oggi l’Agenzia è in prima fila per integrare la dimensione sociale, economica ed ambientale dei 17 SDGs.

Dall’istruzione alla salute, dalla sostenibilità ambientale al rafforzamento dei diritti, umani, civili, sociali con un’attenzione trasversale al tema della disabilità e dell’empowerment femminile.
“Nelle pagine di questo Rapporto annuale – spiega Luca Maestripieri – troverete tutto questo, narrato dai protagonisti del nostro lavoro: gli uomini e le donne con i quali e per i quali costruiamo un mondo più solidale e più equo, in cui ciascuno possa avere l’opportunità di sviluppare i propri talenti, nel rispetto dei propri diritti. Accanto a loro, le comunità e le persone cui i nostri progetti sono rivolti, non dobbiamo dimenticare i tanti che, a Roma come a Firenze, come nelle nostre venti sedi nel mondo, lavorano con passione e competenza per l’Agenzia, per far vivere e funzionare quelle iniziative”.
Oltre 1000 progetti attivi in più di 66 paesi (22 prioritari), per un budget di circa 540 milioni nel 2019… il tanto lavoro svolto viene raccontato nell’Annual report attraverso le cinque parole-chiave dell’Agenda 2030: Pace, Persone, Prosperità, Pianeta, Partnership, le cinque P protagoniste anche del blog Oltremare.

E questa quarta edizione, conclude Emilio Ciarlo, “racconta di un’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che sta rafforzando la propria organizzazione, la propria rete, aprendosi nuove strade in Europa e nel mondo, incrementando le risorse e raggiungendo piccoli e progressivi obiettivi”.

L’Aics in 100 pagine, tutte da scoprire: buona lettura!

Download Annual report 2019 (9MB)

Au Mali 100 communautés s’engagent dans la lutte contre les violences basées sur le genre (VBG) grâce à un projet financé par l’AICS

Le 6 mai 2020 le projet « Élimination des violences basées sur le Genre au Mali à travers une approche holistique et intégrée d’offre de services de qualité au niveau national » a officiellement démarré. Le projet, visant l’élimination des toutes formes des violences basées sur le genre (VBG) est financé par l’Agence Italienne pour la Coopération au Développement (AICS) en partenariat avec le Fond des Nations Unies pour la population (UNFPA), le Ministère de la Promotion de la Femme de l’Enfant et de la famille (MPFEF) et le Ministère de la Santé et des Affaires Sociales de la République du Mali. Dans un Pays fortement touché par une crise multisectorielle depuis 2012 et par l’actuelle pandémie Covid-19, où les femmes et les jeunes filles restent très vulnérables, la question des VBG devient un réel défi. Le projet veut contribuer à cette lutte à travers le support aux institutions au niveau local et décentralisé, l’éradication des pratiques néfastes et la promotion des droits à la santé sexuelle et reproductive. Vu l’état d’urgence lié au Covid-19, certaines parmi les activités prévues seront actualisées comme dans le cas des centres d’accueil pour les victimes de VSBG où seront mises à dispositions des kits contre la violence et des équipements de protection contre le Covid-19.  A la date du 6 mai 2020 les personnes testées positives au Corona virus au Mali sont 631 et 32 décès.

Grace au projet, 10.000 femmes survivantes et victimes de VBG auront accès à des services de base de qualité, incluant les services de santé reproductive et sexuelle; 350.000 adolescentes et jeunes auront accès aux services de santé de la reproduction et aux soins de santé maternelle y compris la prise en charge des fistules obstétricales; 150.000 accouchements assistés par un personnel qualifié seront garantis et 100 communautés s’engageront à l’abandon des pratiques néfastes. Les zones d’intervention du projet seront la région de Sikasso, celle de Mopti et le district de Bamako.

A cura di Claudia Berlendis

 

 

Lab Dakar – Un progetto che unisce moda etica e sostegno all’imprenditoria femminile in Senegal

Moda etica e sostegno all’imprenditoria femminile sono le parole chiave del progetto Lab Dakar sviluppato da IPSIA in collaborazione con l’associazione della diaspora Sunugal, il GIE GIS GIS, impresa al femminile attiva nella periferia di Dakar e Equomercato, rete del commercio equo in Italia.

La cooperativa Gis Gis, ad oggi composta da 12 socie, nasce a Guediawaye nel 2011 come opportunità di inserimento lavorativo delle giovani donne formate dalla scuola di taglio e cucito promossa da Sunugal. Il progetto ha sin dall'inizio l'ambizione di essere un fattore di emancipazione per le ragazze dell'area periurbana di Dakar, attraverso azioni di formazione professionale e di sostegno all'avvio di impresa e alla commercializzazione dei prodotti. La cooperativa Gis Gis, come molte realtà microimprenditoriali in Senegal, è insieme un contesto lavorativo e un gruppo di solidarietà e sostegno, in cui si aggiunge in questo caso la dimensione di genere, particolarmente sentita.

Nel 2017 il progetto Lab Dakar, nato da un’idea di due volontari di IPSIA, esperti nel settore della moda, Giulio Vismara e Sara Meucci, arriva a dare nuovo slancio alle attività di Gis Gis grazie alla realizzazione di una capsule collection di T-shirt e una campagna di crowdfunding. Da allora numerose collezioni sono state sviluppate e realizzate a Dakar coniugando la tradizione e lo stile senegalese con il gusto occidentale. Creazioni di moda con coloratissimi tessuti wax, disponibili sia in Senegal sia in Italia nelle botteghe di Equomercato, che raccontano uno scambio reale tra due culture, una collaborazione tra due paesi e un’opportunità di sviluppo sostenibile.

Con la crisi sanitaria dovuta al Covid 19 Awa, Coumba, Maguette, Marianne e le altre socie di Gis Gis hanno raccolto la sfida di contribuire alla lotta contro la pandemia continuando a lavorare ogni giorno e mettendo a disposizione le loro capacità sartoriali per la produzione di mascherine lavabili, conformi alle direttive del governo senegalese. Quasi 5.000 mascherine sono state già confezionate e in parte distribuite nei comuni della regione di Dakar e di Thiès, grazie alla collaborazione con i progetti PAISIM, co-finanziato dall’AICS, e ECOPAS, sostenuto dall’Unione Europea. Un lotto di mascherine è in viaggio per l’Italia e sarà presto distribuito da IPSIA per sostenere il progetto Lab Dakar.

Patrizia Dodaro cooperante IPSIA in Senegal

Allo Allo, la serie senegalese che sensibilizza sul Covid-19 attraverso la comicità. Un nuovo modello comunicativo per far riflettere proprio tutti

Una ragazza telefona ad un centralino, porta una maschera di carnevale. Chiede se sia un modello a norma per proteggersi dal Coronavirus visto che il primo, di conchiglie, era stato miseramente bocciato. In una chiamata successiva, un’altra domanda curiosa dove si possano richiedere i diplomi distribuiti dai vari social, visto che tutti sembrano essere diventati medici e giornalisti.

Questi sono solo alcuni degli sketch comici presentati dalla serie 100% senegalese: “Allo Allo”. Un susseguirsi di brevi video in cui si fa sensibilizzazione sul Covid-19 attraverso l’humour. Molte le tematiche affrontate, dai gesti barriera, in particolare il corretto utilizzo della maschera, ai risvolti psicologici della quarantena, alle fake news, al difficile riassestamento della quotidianità di ciascuno. Si ride ma al contempo si riflette grazie ad un format innovativo.

L’idea è di due realizzatori locali, Audy Valera e Mao Sibide, che fanno parte di una generazione di giovani creativi e talentuosi che hanno deciso di investire nelle proprie capacità e in quelle del territorio.

La serie integrerà, con alcuni episodi, la campagna di sensibilizzazione del « Team Europe » contro la diffusione del COVID 19 in Senegal, grazie al PLASEPRI/PASPED.

Il programma, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo Fiduciario d’Urgenza per quanto riguarda la componente PASPED e dalla Cooperazione italiana per quanto riguarda la componente PLASEPRI col contributo dello Stato senegalese attraverso il « revolving fund », è realizzato dall’AICS di Dakar, in collaborazione con la Cassa Depositi e Prestiti e il Ministero della Micro finanza e dell’Economia solidale del Senegal.

Con la loro simpatica ironia, i protagonisti della serie veicoleranno messaggi che potranno contribuire a ridurre la diffusione del virus, adattandosi di volta in volta all’evoluzione delle misure adottate dal governo e all’evoluzione del Covid-19 in loco. Tra gli aspetti investigati, oltre ai classici gesti barriera da adottare nei luoghi pubblici, i comportamenti da adottare o da evitare che tengono conto del background socio-culturale del paese; gli stereotipi e le dicerie legati al virus e la stigmatizzazione dei malati, purtroppo ancora forte.

AICS conferma, ancora una volta, la sua attenzione per l’arte senegalese in tutte le sue espressioni, sostenendo, come in questo caso, giovani realizzatori e attori locali che utilizzano i linguaggi dell’humour e l’ironia. Un modo originale e innovativo di fare sensibilizzazione e di veicolare messaggi chiave per la prevenzione che possano arrivare proprio a tutti.

A cura di Marina Palombaro e Chiara Barison

Allo Allo Afrique
ALLO ALLO
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In Mali un’importante vittoria per le donne: più di quaranta le deputate elette all’Assemblea nazionale

Come non festeggiare la settimana dedicata all’Africa appena conclusa con una bella notizia pensando a un futuro più roseo per il continente africano, proprio grazie alle donne? Il 9 maggio scorso, per la prima volta nella storia della repubblica maliana, l’Assemblea nazionale costituita dopo le votazioni dello scorso 29 marzo e del secondo turno del 19 aprile, ha visto l’elezione di 42 donne su 147 deputati. Un record e una vittoria. Le donne costituiscono ora il 28,57% dell’Assemblea della sesta legislatura contro il 9,50% della precedente, dove erano solo 14.

La più giovane tra le deputate elette è Salimata Traoré, universitaria e orfana di 26 anni. Ospite a casa di uno zio, è stata eletta nel suo comune natale, Segou, a nord-est di Bamako, sulla lista del partito “Alliance démocratique pour la paix” (ADP-Maliba).

Le donne avranno da oggi un peso più ponderale nella partecipazione al voto di progetti di legge e di interrogazioni dei governanti sulla gestione del paese, con un occhio particolare alle leggi che toccano da vicino il mondo femminile. Lo stesso Ministro della Promozione della Donna, della Famiglia e dell’Infanzia, Diakité Aissata Kassa Traoré, ha dichiarato che questa rappresentatività delle donne potrà avere un impatto positivo sulle questioni legate alle violenze di genere, sul matrimonio precoce e sulle mutilazioni genitali femminili.

Ricordiamo che in Mali una donna su quattro è vittima di violenza e che nel 2019 gli incidenti legati alle violenze basate sul genere (VBG) sono aumentati del 57% rispetto al 2018, secondo le statistiche nazionali.  Nel sistema di informazione relativo alle VBG sono stati registrati 2143 casi, di cui il 98% ha come vittime donne e ragazze (fonte UNFPA). Secondo la Ricerca demografica e di Sanità-Mali (EDSM, VI, 2018) la metà delle donne (49%) di età compresa tra i 15 e i 49 anni ha subito almeno un atto di violenza emozionale, psicologica, fisica o sessuale nel corso della vita. Il 68% delle donne che ha subito violenza fisica o sessuale non ha mai chiesto aiuto o parlato della violenza con nessuno. Lo studio indica anche un tasso di matrimoni precoci preoccupante, il 15% delle donne tra i 25 e i 49 anni risulta infatti essersi sposata prima dei 15 anni mentre il 53% prima dei 18. L’89% delle donne tra 15-49 anni e il 73% delle ragazze tra 0-14 anni ha subito una mutilazione genitale.

Una proposta di legge contro le VBG è purtroppo ferma da alcuni anni. Lo stesso Ministro della Promozione della Donna, della Famiglia e dell’Infanzia, durante i 16 giorni di attivismo contro le VBG nel dicembre 2019, ha affermato che tale proposta merita d’essere rivista per essere integrata con nuove disposizioni come quelle relative al femminicidio. Il suo dipartimento e i partner della società civile hanno constatato una recrudescenza di violenze fisiche, sessuali o psicologiche verso le donne soprattutto in un contesto di conflitto armato, dove lo stupro collettivo risulta una pratica ricorrente, così come i matrimoni precoci, le mutilazioni, le uccisioni o la schiavitù sessuale.

Le deputate appena elette si troveranno a dover lavorare in un contesto complesso e delicato ma anche grazie al loro vissuto ricco di esperienza, potranno fare la differenza e far sentire la voce delle donne laddove questa è ancora poco considerata.

Accanto a loro e alle donne della società civile, vi è la costante presenza delle differenti cooperazioni internazionali presenti in Mali che, grazie ad un lavoro costante e all'impegno, incrementano progetti per l’empowerment femminile. L’obiettivo è sviluppare il potere decisionale delle donne affinché possa contribuire ad un cambiamento significativo della loro attuale condizione. In questo quadro si inscrive il progetto finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) Élimination des violences basées sur le Genre au Mali à travers une approche holistique et intégrée d’offre de services de qualité au niveau national che mira all’eradicazione di tutte le forme di violenza basate sul genere.

A cura di Claudia Berlendis






Bokk naa ci, Io partecipo – Un percorso fotografico racconta la Cooperazione italiana in Senegal grazie agli scatti di Demba Diop, fondatore del collettivo di fotografi, Sunu Nataal

Mani congiunte ad accogliere, in un soffio, un desiderio, augurio di un presente felice e di un futuro prospero; mani sollevate che vogliono partecipare; volti di donne come dipinti, sguardi fieri dietro una divisa e tessuti colorati; sorrisi che accolgono nella diversità e veli che incorniciato la forza di giovani donne. Questi sono solo alcuni degli scatti selezionati un anno fa dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ufficio di Dakar, in occasione della festa della Repubblica italiana.

Una selezione che è parte di un percorso fotografico realizzato in Casamance, nel sud del Senegal, nell’ambito di una missione di monitoraggio dei programmi legati allo sviluppo rurale e all’empowerment femminile: PAPSEN, PAIS e PASNEEG e intitolato « Bokk naa ci »  (io partecipo, in wolof).

In questi scatti, una quotidianità fatta di momenti, persone, dialogo, impegno e scelte che determinano, assieme, il cambiamento.

A realizzarli, Demba Diop, fotografo e video maker senegalese, fondatore di Sunu Nataal, un collettivo di fotografi nato a Dakar nel 2010 con l’obiettivo di raccontare il paese da un punto di vista locale, in una sorta di riappropriazione e di riconquista dello spazio attraverso lo strumento fotografico.

Se lo si traduce, Sunu vuol dire "nostro" e Nataal  “immagine”. Questa è alla base del collettivo” ha raccontato Demba Diop nella puntata a lui dedicata di Foo Jem, trasmissione radiofonica finanziata da AICS Dakar che racconta storie di vita e professionali ispiranti di un Senegal creativo, impegnato e cosciente delle nuove sfide.

Una delle ragioni per cui Sunu Nataal è nato è per presentare un Senegal diverso dall’immaginario stereotipato con cui si racconta spesso il continente. Il nostro obiettivo è fotografare il variegato mondo senegalese e le sue straordinarie potenzialità. Una decolonizzazione mentale che parte anche dalla rappresentazione che facciamo del luogo in cui viviamo e della realtà che contribuiamo a cambiare, ogni giorno, con il nostro lavoro e il nostro impegno” ha aggiunto Diop.

Il collettivo Sunu Nataal ha realizzato, grazie ad una mappatura fotografica di differenti quartieri e città, la prima banca di immagini in alta definizione gratuite sul Senegal.

« Bokk naa ci », « io partecipo », un concetto tanto semplice quanto ricco di significato e che definisce una cooperazione basata sullo scambio, l’ascolto, l’impegno, la responsabilità, l’autonomia, l’inclusione, la condivisione, la crescita e la partecipazione. Un messaggio che è anche un augurio di un cambiamento in positivo e di uno sguardo nuovo per oggi, 2 giugno, festa della Repubblica italiana, per sentirci davvero più vicini nonostante la distanza imposta dall’attuale pandemia di Covid-19.

A cura di: Chiara Barison

Africa Day 2020 | Italia Africa Business Week

Il 25 maggio si celebra l'Africa Day, il giorno dell'Africa.

Questo evento è celebrato in tutto il mondo, perché simboleggia l'unità africana, ponendo l'accento sulla sua diversità, il suo successo, il suo potenziale economico e la sua risonanza culturale nel resto del mondo.
Sebbene la Giornata Mondiale dell'Africa tenda a celebrare la cultura africana o la storia del continente, è anche un giorno di riflessione sul cammino che le rimane da percorrere per costruire un continente più forte e unificato. Per partecipare a questa riflessione e celebrare la giornata dell’Africa, l’Associazione Le Réseau ha deciso di promuovere la Settimana dell’Africa in Italia. Una settimana durante la quale vorremo parlare di politica, di cultura, di diaspore, nuove generazioni e di cooperazione internazionale. Vorremo soprattutto sottolineare il fatto che l’Italia ha deciso di (ri)mettere l’Africa al centro della sua politica estera e di come tutto ciò si possa tradurre in azioni concrete.
Questa nuova relazione con l’Africa si manifesta non solo attraverso rapporti sempre più stretti (come dimostra il fatto che l’Italia è il principale investitore europeo in loco, con investimenti pari a 9 miliardi di euro nel 2017) ma anche con un aumento delle iniziative di cooperazione internazionale con i paesi del continente (su 22 paesi prioritari della cooperazione italiana, 11 sono africani).

La Conferenza Ministeriale Italia-Africa organizzata dalla Farnesina, che vede la partecipazione di molti ministri e delegazione africane, testimonia sempre di più l'impegno dell’Italia nel rilanciare la sua relazione e presenza con e nel continente.

Il programma della settimana sarà in modalità online e strutturato in conference, tavole rotonde e momenti culturali


 lunedì 25 maggio 2020

"L'Africa Day 2020, insieme per ripensare le relazioni italo-africane"
Video in diretta registrato su  Facebook IABW

 mercoledì 27 maggio 2020

"Un Futuro Possibile in Africa, rilanciare l'Africa nella narrativa italiana"
Video in diretta registrato su  Facebook IABW

Programma Africa Day in webinar

Download [3.85 MB]


Mercoledi 27 maggio 2020

📌Ore 18.00 - Un viaggio alla scoperta di sé stessi - l’esperienza degli Afrodiscendenti

Segui la conferenza in diretta Facebook 👉  Africa Day in webinar