Vi(e)sible – A Dakar una mostra di AICS sul tema dell’inclusione sociale in collaborazione con il fotografo senegalese, Alun Be

Celestine è una giovane ragazza, appena adolescente, con la passione del canto. Osserva la sua foto con orgoglio. Al suo fianco la madre, i capelli raccolti in un foulard e lo sguardo fiero. “Se oggi sono quello che sono lo devo a mia mamma” dice e continua: “È lei che mi ha sempre motivato e spronato a non temere gli sguardi altrui”.

Celestine è una dei dieci protagonisti di “Vi(E)sible” un’esposizione fotografica promossa dalla sede AICS di Dakar. A realizzare gli scatti, Alun Be, fotografo della scena culturale senegalese, famoso per i suoi ritratti d’impatto.

Il progetto mira a promuovere l’inclusione sociale delle persone vulnerabili, in particolare le persone in situazione di handicap.

“Non esistono persone disabili. Esistono persone che hanno una disabilità” ha sottolineato il prefetto di Dakar, Jiibi Diallo, nel suo intervento al lancio ufficiale dell’esposizione, tenutosi lunedì 14 giugno 2021 presso il Centro di cultura italiano di Dakar.

Imparare ad avere uno sguardo nuovo, questo l’obiettivo della mostra, che non a caso è stata allestita all’aperto, sulla cornice della capitale senegalese. Qui, un via vai costante di persone e punto di passaggio che porta verso il centro città. Un luogo di incontro che oggi diventa il simbolo di una riflessione sulla normalità della diversità.

Seduto su una panchina, Lamanara, un ragazzo albino. Osserva da lontano il taglio del nastro che dà avvio alla mostra da parte delle autorità presenti tra cui l’Ambasciatore d’Italia in Senegal, Giovanni Umberto De vito, Aissatou Cissé, Consigliera speciale della Presidenza della Repubblica del Senegal e Alessandra Piermattei, Titolare della sede AICS di Dakar.

Seduto a fianco a lui il fratello maggiore, Ibrahima. Andiamo assieme a vedere la foto che lo ritrae, potente e pervasiva. La osserva per la prima volta, impressionato dalla forza che emana. “È importante che tutte le persone come Lamanara diventino visibili, al di là degli stereotipi” precisa Ibrahima. Partecipi, realizzati, visibili, come il titolo della mostra.

 “La società deve evolvere per fare in modo che la disabilità fisica o mentale non impedisca la possibilità di una vita realizzata in tutti i suoi aspetti” ha detto nel suo intervento Aissatou Cissé. “Ogni persona, che abbia o meno una disabilità, deve poter apportare il proprio contributo alla società, secondo le proprie possibilità. Il problema non sta nella disabilità ma in una società o in un pensiero comune incapaci ad includere tutte le persone, valorizzando le capacità di ciascuno” ha poi concluso.

Alla conferenza stampa anche il signor Manga, uno degli insegnanti di riferimento della lingua dei segni a Dakar, che ci tiene a sottolineare di come sia importante che la società crei le condizioni affinché tutti possano esprimersi al meglio.

La fotografia, mezzo di comunicazione potente ed efficace, ha dato un volto e una voce alle persone più vulnerabili permettendo loro di diventare potenziali attori di cambiamento nella revisione delle politiche pubbliche e nel processo per garantire un accesso equo ai servizi di base: salute, educazione, lavoro.

Le foto di Vi(e)sible vogliono andare oltre la compassione o il pietismo che spesso gravano sulle persone con disabilità. Queste foto lanciano un messaggio di rispetto della diversità, in tutte le sue forme, promuovendo una cultura dell’inclusione in cui ogni persona possa davvero poter esprimere se stessa e sviluppare le proprie capacità.

“Ne ho sentiti tanti di sguardi su di me. Troppi” racconta Celestine “E questi sguardi mi hanno ferita. Oggi però so che posso fare grandi cose. Mia madre mi ha insegnato a cantare e a non smettere di sognare. Quello che voglio fare ora è dare voce a tutte quelle ragazze e a quei ragazzi che ancora sono costretti a casa dalle loro famiglie che li isolano per paura della stigmatizzazione altrui. Questi ragazzi devono uscire, farsi vedere, farsi sentire, vivere. La mia foto è qui per dire a tutti che nulla è impossibile e io sono qui per farmi sentire, per vivere la mia vita al meglio, per far vedere che esisto, in tutta la mia bellezza, in tutta la mia splendida unicità”.

Vi(e)sible sarà aperta al pubblico fino al 4 agosto 2021.

A cura di Chiara Barison

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