Quando le sinergie migliorano la cooperazione: incontri e scambi nel sud del Senegal

Ad un anno di distanza da una prima missione congiunta dei settori agricoltura e genere, l’equipe della sede di Dakar dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è tornata nelle regioni di Kolda e Sédhiou per una missione votata al monitoraggio e alla creazione di sinergie nell’ambito dei Comitati Locali di Genere.

Istituiti attraverso il progetto agricolo PAIS, i Comitati Locali di Genere (CLG) riuniscono attori chiave della comunità per promuovere un'efficace integrazione della dimensione di genere a livello locale e gettare le basi per uno sviluppo economico equo e armonioso. Dalla loro istituzione, i 4 CLG ad oggi creati hanno beneficiato di attività di rafforzamento delle capacità, di alfabetizzazione e di sensibilizzazione. Ora si sono dotati di piani di azione per i mesi a venire, e la missione AICS appena conclusasi è stata l’occasione per discutere insieme su come consolidare il ruolo dei Comitati ed informarli di tutte le opportunità a loro disposizione.

Le riunioni, che si sono svolte nelle sale dei Comuni di riferimento, a riprova del forte ancoraggio istituzionale che si vuole auspicare per questi gruppi, sono state ricche di scambi e di idee di collaborazione. Un impulso nato a livello centrale ma che trova espressione in dinamiche già presenti in loco, che spesso necessitano solo di una messa in contatto per creare una rete di attori attiva e cosciente. Possibilità più che concrete di potenziare le conoscenze nella lotta alle discriminazioni di genere e nell’accesso alla giustizia grazie alle Boutiques de Droit, finanziate dal progetto PASNEEG, ma anche di accedere a linee di finanziamento per attività nel settore agricolo attraverso il progetto PAIS, di rafforzare capacità e accedere a fondi tramite il programma PADESS. Non mancano poi gli spunti di ispirazione: coinvolgere nei CLG le Associazioni delle madri delle allieve, create e sostenute negli scorsi anni dal progetto PAEF PLUS, che nel settore dell’educazione è stato pioniere nello sperimentare questa forma di organizzazione al femminile attorno agli istituti scolastici.

Capiamo subito che l’importanza dei CLG non è di facile misurazione, perché offrendo un luogo di dialogo civico, di motivazione e di comprensione del proprio ruolo nella comunità, soprattutto per tante donne che si sono spesso trovate ai margini della politica, acquisiscono un valore che va oltre i numeri. È ancora più emblematico quindi che i CLG esistano in regioni in cui i tassi di violenze e discriminazioni contro donne e ragazze rimangono molto elevati, e l’impegno personale delle autorità locali spesso fa la differenza. Solo nel 2019, a Bona, il sindaco ha annullato due matrimoni precoci: le famiglie non sapevano quale fosse l’età minima per l’unione coniugale. Anche la registrazione delle nascite pone problemi, visto che i neo-genitori spesso ignorano quali siano i loro doveri. Dal 2017 solo in questo Comune oltre 500 bambini sono rimasti esclusi dai registri di stato civile: la formazione ed il coinvolgimento nei Comitati Locali di Genere delle Badienu Gokh, formidabili donne impegnate nei loro quartieri in questioni di genere e protezione dell’infanzia, potrebbe ridurre drasticamente questi numeri.

Si discute immancabilmente della sostenibilità dei Comitati, che da strutture create tramite un progetto di Cooperazione devono trovare le risorse per diventare strumenti al servizio della comunità, assicurare una sempre maggiore presa in conto delle questioni di genere e armonizzare altri interventi di donatori nelle loro zone di competenza. La presenza alla riunione del Comitato di Sare Bidji del coordinatore regionale di UNFPA ne è un esempio: conoscere i bisogni della popolazione e i suoi piani di azioni, capire dove trovare sinergie e sostenere specifiche linee di azione. Un impegno che deve anche radicarsi in una volontà comunale con linee di budget annuali dedicate, e l’idea di sperimentare degli esercizi di elaborazione di bilanci sensibili al genere al livello degli stessi comuni che hanno già impiantato dei Comitati Locali di Genere.

A latere degli appuntamenti congiunti, c’è stata anche l’occasione per incontri settoriali. Oltre alle visite alle Botteghe del Diritto di Kolda, Sédhiou e Kaolack, ci sono stati scambi con altri attori attivi nella protezione di vittime di violenza di genere e nell’accesso alla giustizia, come il Centro di accoglienza Kullimaroo di Ziguinchor e la Maison de Justice di Kaolack. L’equipe si è anche incontrata con i produttori di riso della valle di Djimbana, regione di Sédhiou, per una discussione circa la gestione dei prodotti ottenuti dalla lavorazione dei campi grazie ai mezzi agricoli finanziati dal progetto PAPSEN. Momenti importanti per riflettere sul lavoro fatto e sulle tante prospettive per il futuro, in un’ottica di costante miglioramento degli interventi per un vero beneficio delle comunità.

A cura di: Giada Cicognola
UNDESA Fellow

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